La rete del Sistema Informativo Nazionale Ambientale

Finalità

Il SINA con l’azione di monitoraggio e controllo ambientale (secondo lo schema MDIAR) raccoglie dati e informazioni necessari a descrivere e comprendere i fenomeni ambientali, al fine di:

  • fornire supporto all’azione di governo dell’ambiente, in un contesto sempre più orientato verso l’integrazione della dimensione ambientale nelle politiche settoriali e territoriali;
  • produrre con continuità prodotti e servizi informativi basati su indicatori e indici, secondo il modello DPSIR.

 

Struttura

La rete SINAnet si compone di diversi elementi:

  • i Punti Focali Regionali (PFR), che svolgono la funzione di riferimento territoriale della rete dove vengono raccolti dati e informazioni regionali di interesse del SINA;
  • il sistema delle Agenzie ambientali (ARPA/APPA), organizzate nel periodo 1999- 2004 in Centri Tematici Nazionali ed in seguito in Tavoli Tecnici Interagenziali (2005-2008), che forniscono il supporto tecnico-scientifico con riferimento a specifiche tematiche ambientali, in particolare in materia di monitoraggio ambientale;
  • le Istituzioni Principali di Riferimento (IPR), centri di eccellenza che possono contribuire a livello nazionale alla formazione delle regole e alla alimentazione della base conoscitiva ambientale.

 

Dalle origini ai nostri giorni

Il trasferimento del programma SINA (Sistema Informativo Nazionale Ambientale) dal Ministero dell’ambiente all’allora Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (ANPA) oggi ISPRA, avviato nel 1998 e completato nel 2001, ha rappresentato un momento di svolta e di innovazione nella realizzazione del sistema di conoscenze necessarie per l’azione di governo dell’ambiente, in un contesto europeo e nazionale orientato verso una sempre maggiore integrazione della dimensione ambientale nelle politiche.

E’  nel 1998, infatti, che la Commissione europea avvia il processo politico di integrazione della componente ambientale nelle politiche di settore (il cosiddetto “processo di Cardiff”), al fine di promuovere politiche di sviluppo settoriali che tengano conto dei fattori ambientali e ne internalizzino i costi. E successivamente nel 2001, in occasione del Consiglio Europeo di Gothenburg, la Commissione propone la strategia europea per lo sviluppo sostenibile (A Sustainable Europe for a Better World: A European Union Strategy for Sustainable Development), nella quale viene riconosciuta l’esigenza di politiche di crescita economica non disgiunte dalle politiche di coesione sociale e di protezione dell’ambiente.

Nel 2001, il programma di sviluppo del SINA, elaborato dall’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, viene proposto dal Ministero dell’ambiente alla Conferenza Stato-Regioni che sigla l’intesa e costituisce il “Tavolo SINA” di coordinamento istituzionale.

E’ in questi anni che a livello europeo e nazionale cresce l’esigenza di individuare meccanismi di reporting periodico basati su indicatori e indici per monitorare il livello di integrazione della componente ambientale nelle politiche di settore e per misurare il raggiungimento degli obiettivi individuati nelle strategie di sviluppo sostenibile.

In questo contesto l’ISPRA, insieme al Sistema delle Agenzie ambientali, ha compiuto sforzi significativi verso la realizzazione di un sistema informativo ambientale in grado di raccogliere dati e informazioni necessari a descrivere e comprendere i fenomeni ambientali, al fine di fornire supporto dell’azione di governo, e per produrre con continuità prodotti e servizi informativi basati su indicatori e indici.
Per quanto concerne la base conoscitiva, l’obbligo di comunicazione di dati derivante dall’applicazione del quadro legislativo comunitario e dei protocolli e convenzioni internazionali ha costituito una spinta determinante per lo sviluppo del SINA.


L’esigenza di integrazione con il contesto europeo ha ispirato le scelte organizzative e di contenuti del SINA. La rete europea Environment Information and Observation Network (EIOnet) dell’Agenzia Europea per l’Ambiente ha rappresentato, infatti, il modello di riferimento per la realizzazione del sistema nazionale di cooperazione a rete SINAnet, originariamente impostato secondo uno schema di connessione di nodi specializzati per tematiche ambientali (Centri Tematici Europei) e per unità territoriali (Punti Focali Regionali).

 

A partire dal 2010, a seguito dell’emanazione del Decreto di recepimento della Direttiva INSPIRE, una nuova prospettiva si è aperta per l’ISPRA in quanto, a supporto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è chiamata a svolgere le funzioni di coordinamento tecnico per la realizzazione dell'Infrastruttura Nazionale per le Informazioni Territoriali e del Monitoraggio Ambientale (INITMA), anche ai fini del suo collegamento con la rete EIOnet dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, raccogliendo e integrando, per il tramite della rete SINAnet, gli elementi informativi resi disponibili dalle autorità pubbliche e necessari ad assicurare l'interoperabilità dei set di dati territoriali e del monitoraggio ambientale e dei servizi ad essi relativi.