3° Rapporto Direttiva Habitat

faunaIn questo sito sono disponibili i dati raccolti ed elaborati dall’Italia per il 3° Rapporto Direttiva Habitat e trasmessi alla Commissione Europea nel Dicembre 2013: il Rapporto raccoglie dati aggiornati su distribuzione, stato di conservazione, pressioni, minacce e i trend relativi a tutte le specie animali e vegetali e agli habitat di interesse comunitario presenti in Italia.

Una sintesi dei risultati è contenuta nel volume “Specie e habitat di interesse comunitario in Italia: distribuzione, stato di conservazione e trend” (ISPRA Serie Rapporti 194/2014).

Nella sezione ‘Download dati’ sono disponibili i dati di origine e la cartografia in diversi formati, alcune mappe di sintesi e le tabelle di riepilogo dove sono sintetizzati gli stati di conservazione (sia quello complessivo che dei parametri richiesti) e i relativi trend per ogni specie e habitat oggetto di rendicontazione.

Nella sezione ‘Demo cartografica’ sono state caricate solo tre distribuzioni a scopo puramente illustrativo del sistema, ancora in fase di sviluppo.

 

Contesto di riferimento

la Direttiva Habitat (92/43/CEE), insieme alla Direttiva Uccelli (2009/147/CE), rappresenta il principale pilastro della politica comunitaria per la conservazione della natura e comporta l’obbligo per gli Stati Membri di redigere, ogni 6 anni, un Rapporto nazionale sullo stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario (allegati I, II, IV e V della Direttiva) e sulle misure di conservazione intraprese, chiamato anche ‘Rapporto ex Art. 17’.

Con il recepimento della Direttiva da parte dell’Italia tramite il Regolamento D.P.R. 8 settembre 1997 n.357, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha l’obbligo di redigere il Rapporto nazionale periodico a partire dai risultati del monitoraggio che le Regioni e le Province Autonome sono tenute a trasmettere secondo quanto previsto dall’articolo 13, comma 2, dello stesso Decreto.

ISPRA è stato incaricato dal Ministero dell’Ambiente di coordinare la raccolta e l’analisi dei dati forniti dalle Amministrazioni locali.

Le Regioni e le Province Autonome, nel corso del 2012, hanno elaborato 1.940 schede di valutazione per la fauna, 358 schede per la flora, 1.126 per gli habitat e 2.926 mappe di presenza di specie e habitat a livello regionale. I dati regionali, sia tabellari sia cartografici, sono stati quindi aggregati a livello biogeografico e nazionale, come richiesto dalla Direttiva, e sottoposti alle Società scientifiche coinvolte nel lavoro che hanno habitatprovveduto ad integrare le informazioni alla luce delle più aggiornate conoscenze disponibili in ambito scientifico, e a revisionare e validare tutti i dati raccolti.

Il Ministero dell’Ambiente, di concerto con le Regioni e le Province autonome, ha condotto un’attenta verifica della congruenza tra i dati raccolti per il 3° Rapporto e le informazioni di distribuzione relative alla banca dati Natura 2000.

Sono state complessivamente generate 572 schede di valutazione dello stato di conservazione e 634 mappe di distribuzione e range per le specie; per gli habitat sono state invece prodotte 262 schede e 262 mappe di distribuzione e range.

 

Periodo di riferimento:

2007-2012

 

Informazioni aggiuntive:

Per facilitare l’aggregazione e il confronto fra i dati degli Stati Membri lo stato di conservazione è stato valutato con una metodica standardizzata. Lo stato di conservazione viene definito come:
  • “favorevole”: habitat o specie in grado di prosperare senza alcun cambiamento della gestione e delle strategie attualmente in atto;
  • “sfavorevole-inadeguato”: habitat o specie che richiedono un cambiamento delle politiche di gestione, ma non a rischio di estinzione;
  • “sfavorevole-cattivo”: habitat o specie in serio pericolo di estinzione (almeno a livello locale);
  • “sconosciuto”: quando le informazioni disponibili siano particolarmente carenti o inadeguate per permettere di esprimere un giudizio.
I parametri che concorrono a determinare lo stato complessivo sono:
  • per le specie: range, popolazione, habitat per la specie e prospettive future.
  • per gli habitat: range, area coperta, struttura e funzioni specifiche e prospettive future.

NB: Tutte le schede di valutazione sono riferite alle singole regioni biogeografiche di presenza e non si limitano quindi ai territori della rete Natura 2000. Le mappe hanno invece scala nazionale.

 


Foto di S. Ercole, F. Ficetola, V. Giacanelli