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Principali promotori della sostenibilità in agricoltura


A livello internazionale

Il mandato della FAO è di aumentare i livelli di nutrizione, aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita dell'economia mondiale. La FAO aiuta i paesi a raggiungere risultati sostenibili in agricoltura per nutrire una popolazione mondiale in crescita, salvaguardando nel contempo l'ambiente naturale, la tutela della salute pubblica e l'equità sociale. Le valutazioni legate alla sostenibilità dei processi sono affidate in particolare al Dipartimento Risorse Naturali e Ambiente.

 

L’OCSE valuta i cambiamenti della politica agricola dei paesi membri e di numerosi paesi terzi attraverso un ampio set di indicatori agro-ambientali che valutano gli effetti delle misure di supporto all’agricoltura. L’OCSE analizza e misura anche gli effetti sull'ambiente delle politiche agricole ed agro-ambientali e degli interventi sul mercato.

 

L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite istituita nel 1977 allo scopo di eliminare la povertà e la fame nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo. L’IFAD fornisce ai paesi in via di sviluppo prestiti a tassi agevolati e donazioni destinati a finanziare progetti e programmi innovativi di sviluppo agricolo e rurale.
L’IFAD si impegna per consentire alle popolazioni rurali povere di raggiungere una maggiore sicurezza alimentare, migliorare la qualità della loro alimentazione, ottenere redditi più alti e rafforzare le proprie capacità di adattamento.

 

Il CGIAR (Gruppo Consultivo sulla Ricerca Agricola Internazionale) è una partnership globale che unisce le organizzazioni impegnate nella ricerca per la sicurezza alimentare. Le sue attività sono rivolte a ridurre la povertà rurale,migliorare la salute e la nutrizione umana e garantire una gestione più sostenibile delle risorse naturali. Il CGIAR riunisce 15 centri di ricerca di rilievo internazionale, che collaborano con centinaia di organizzazioni partner, tra cui organizzazioni della società civile, del mondo accademico e del settore privato.

 

L’IFOAM è l'organizzazione mondiale che raggruppa i movimenti per l’agricoltura biologica e unisce più di 750 organizzazioni in 116 paesi. L’IFOAM partecipa ai negoziati internazionali agricolo- ambientali con le Nazioni Unite e le istituzioni multilaterali per promuovere gli interessi del movimento dell'agricoltura biologica. L’IFOAM gestisce inoltre l’Organic Guarantee System (OGS) che assicura un sistema comune di standard, verifiche e “market identity” ai certificatori dell’agricoltura biologica.

 

L’International Land Coalition è un'alleanza globale della società civile e delle organizzazioni intergovernative che lavorano insieme per permettere ai contadini più poveri di avere un accesso sicuro ed equo ai terreni agricoli attraverso il patrocinio, il dialogo, la condivisione delle conoscenze e delle capacità.
La coalizione è nata nel 1995 con il nome di Popular Coalition to Eradicate Hunger and Poverty ed ha assunto il nome di International Land Coalition nel 2003, attualmente riunisce 116 organizzazioni che rappresentano più di 50 paesi.




A livello europeo

La DG è responsabile dell'attuazione della politica agricola e di sviluppo rurale, in collaborazione con le DG che si occupano di politiche strutturali. E’ composta da 13 direzioni che si occupano di tutti gli aspetti della politica agricola comune (PAC), tra cui il sostegno alle aziende agricole, le misure di mercato, la politica di sviluppo rurale, la politica della qualità, le questioni finanziarie e legali, l’analisi e valutazione, nonché le relazioni internazionali in materia di agricoltura.

 

Le attività dell’Agenzia Europea per l’Ambiente nel settore dell’agricoltura comprendono lo sviluppo di indicatori agroambientali, la pubblicazione di lavori tematici in materia di inquinamento dell'acqua e di biodiversità e l'analisi delle politiche agricole.
Per quanto riguarda gli indicatori agro-ambientali, nel 2005 è stato portato a termine, in collaborazione con la Commissione Europea, il progetto IRENA che ha sviluppato un set di indicatori per descrivere i legami tra l’agricoltura e l’ambiente nell’Europa a 15 e l’integrazione degli obiettivi ambientali nella PAC.

 

Eurostat, insieme con le DG Ambiente e Agricoltura e sviluppo rurale della Commissione Europea, il Centro comune di ricerca (JRC) e l'Agenzia europea per l'ambiente, ha iniziato dal 2006 a raccogliere dati su 28 indicatori agroambientali, dopo che la Commissione aveva pubblicato una comunicazione sul tema. Si tratta di un set completo che comprende driving forces, pressioni e benefici, stato e impatti sugli habitat e biodiversità, risposte politiche. Gli indicatori permetteranno la valutazione degli effetti delle politiche agro-ambientali della UE.





A livello nazionale

Il Ministero elabora e coordina politiche in materia di agricoltura e foreste, caccia, alimentazione, pesca, produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e della pesca, secondo quanto stabilisce il DPR 14 febbraio 2012, n. 41. Il Ministero ha naturalmente un ruolo centrale nell’elaborazione e attuazione in Italia della Politica Agricola Comune (PAC). L’attuale Piano Strategico Nazionale (PSN) 2007-2013 ha individuato come priorità il miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale, il miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale, la qualità della vita nelle zone rurali e la diversificazione dell’economia rurale, l’approccio LEADER. Queste priorità si riflettono agli Assi di intervento in cui sono articolati i Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) regionali e nel Programma Rete Rurale nazionale (RRN), gestito direttamente dal MIPAAF.

 

L'INEA svolge attività di ricerca, di rilevazione, analisi e previsione nel campo strutturale e socio-economico del settore agro-industriale, forestale e della pesca. Negli ultimi anni l'attività dell'Istituto si è ampliata nelle attività di supporto alla Pubblica Amministrazione per l'attuazione delle politiche agricole, in primo luogo quelle che discendono dall'Unione Europea. L’Istituto svolge attività di ricerca sul tema della sostenibilità ambientale delle attività agroforestali, collaborando anche alle attività della Rete Rurale.

 

La Rete Rurale Nazionale è il programma con cui l'Italia partecipa al più ampio progetto europeo (Rete Rurale Europea - RRE) che accompagna e integra tutte le attività legate allo sviluppo delle aree rurali per il periodo 2007-2013. Il programma punta a supportare le politiche di sviluppo delle aree agricole con il fine ultimo di favorire scambi di esperienze e conoscenze tra gli operatori del settore e le istituzioni e di tutti i soggetti che operano e vivono nelle aree rurali.

 

Il Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA) è un ente nazionale di ricerca e sperimentazione con competenza scientifica generale nel settore agricolo, agroindustriale, ittico e forestale. Il CRA raccoglie le esperienze di 28 Strutture di ricerca e sperimentazione agraria e delle rispettive 54 sedi operative periferiche.

 

L’ISTAT raccoglie dati sui principali aspetti dell’agricoltura in Italia, sia sotto il profilo economico che sotto quello ambientale (raccolti nelle categorie: risultati economici delle aziende agricole, prezzi dei prodotti agricoli, struttura delle aziende agricole, coltivazioni, allevamenti e produzioni animali, prodotti agroalimentari di qualità DOP/IGP e STG, agriturismi, mezzi di produzione, foreste o silvicoltura, caccia, pesca).
L’ISTAT inoltre svolge, ogni 10 anni, il censimento generale dell'agricoltura, nel quale vengono contate le aziende agricole esistenti in Italia e individuate le loro caratteristiche fondamentali (ad esempio, la superficie, i prodotti, gli impianti, ecc.).

 

La CIA ha adottato dal 2010 il “Decalogo per un’agricoltura ecocompatibile” che ha come obiettivi la riduzione del 15 per cento dell’uso dell’acqua, del 20 per cento dell’impiego di fitofarmaci, del 15 per cento delle lavorazioni superficiali dei terreni, e contemporaneamente, l’aumento del 25 per cento delle produzioni di biomasse, del 10 per cento delle coltivazioni biologiche e del 3 per cento dei rimboschimenti.
L’associazione è inoltre impegnata nella promozione della multifunzionalità delle aziende agricole, soprattutto dei giovani agricoltori, che integrano le produzioni agricole di qualità con la tutela del suolo e della biodiversità, la riduzione e compensazione delle emissioni di gas serra, l’autosufficienza energetica, l’educazione ambientale.

 

La Coldiretti ha creato nel 1997 l'Area Ambiente e Territorio, con lo scopo di approfondire il rapporto tra agricoltura e ambiente. Le tematiche su cui lavora sono: acque, agricoltura biologica, agro farmaci, appalti e acquisti verdi, aria, caccia e fauna selvatica, cambiamenti climatici, certificazioni ambientali, energia e fonti rinnovabili, etica, ambiente e sostenibilità, fertilizzanti, natura e biodiversità, nitrati, OGM, rifiuti, sistri e bonifiche, consumatori, urbanistica, territorio e paesaggio, valutazioni ambientali e autorizzazione unica.

 

L’Associazione promuove l'agricoltura biologica “quale modello di sviluppo sostenibile, basato sui principi di salvaguardia e valorizzazione delle risorse, rispetto dell’ambiente, del benessere animale e della salute di chi consuma”. L’associazione è attiva in campagne di comunicazione e diffusione del biologico. E’ inoltre parte di numerosi progetti di ricerca, a livello sia nazionale che internazionale, per lo sviluppo di metodi e tecniche innovative per l’agricoltura biologica e per la valutazione dei suoi effetti sull’ambiente.

 

Il programma Fattorie del Panda è stato avviato nel 2004 dal WWF in collaborazione con Federparchi e le tre associazioni agrituristiche nazionali, Agriturist, Terranostra e Turismo Verde. Le Fattorie del Panda sono agriturismi localizzati all’interno o in prossimità di aree naturali protette, siti Natura 2000 o aree prioritarie eco-regionali, che contribuiscono all’obiettivo della sostenibilità ambientale e promuovono forme di turismo responsabile. I responsabili delle Fattorie si impegnano a diffondere conoscenze sull’area protetta, a svolgere attività di educazione, divulgazione e formazione ambientale, a mettersi in rete con gli altri operatori della zona e a promuovere attività per la conservazione della biodiversità e del paesaggio.
Recentemente agli agriturismi sotto il logo Fattorie del Panda sono stati accomunate le fattorie didattiche e sociali e le aziende agricole a filiera corta, unite dall’approccio multifunzionale e dalla diversificazione delle attività in un quadro di sostenibilità ambientale ed economica.
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GELSO nel Rapporto sulla Qualità dell'ambiente urbano

GELSO è anche una delle componenti del Rapporto annuale sulla Qualità dell’ambiente urbano, a cui contribuisce con indicatori dedicati alle buone pratiche dei principali Comuni italiani sui temi Strategie partecipate e integrate, Energia, Mobilità, Rifiuti e Territorio e paesaggio.

Banche dati sulle buone pratiche

Selezione delle principali banche dati europee e italiane dedicate allo scambio di informazioni su progetti e buone pratiche.