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Rete Europea RECEP


La RECEP, costituita a Strasburgo il 30 maggio 2006, è la Rete Europea degli enti locali e regionali per l'attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio. Rappresenta un’organizzazione internazionale di tipo non governativo costituita dagli Enti locali e regionali europei che fanno parte di uno Stato membro del Consiglio d’Europa che ha sottoscritto la Convenzione. Alla Rete hanno dato adesione (al 17 febbraio 2011) trentuno Membri di cui  16 italiani (7 regioni, 6 province e 3 comuni).
 

I  Membri sono: 

  • Regione Abruzzo ITALIA Membro fondatore
  • Comune di Altidona ITALIA Membro
  • Provincia di Ascoli Piceno ITALIA Membro fondatore
  • Regione di Andalucia SPAGNA Membro fondatore
  • Regione Basilicata ITALIA Membro fondatore  
  • Regione Calabria ITALIA Membro fondatore
  • Regione Campania ITALIA Membro fondatore
  • Regione di Catalonia SPAGNA Membro fondatore
  • Provincia di Cosenza ITALIA Membro fondatore
  • Comune di Falerna ITALIA Membro
  • Regione di Galicia SPAGNA Membro
  • Comunità Germanofona del Belgio BELGIO Membro fondatore
  • Provincia di Gorizia ITALIA Membro
  • Isola di La Gomera SPAGNA Membro
  • Isola di Maiorca SPAGNA Membro
  • Provincia di Macerata ITALIA Membro
  • Provincia di Milano ITALIA Membro
  • Regione di Murcia SPAGNA Membro
  • Regione dei Paesi Baschi SPAGNA Membro
  • Regione Piemonte ITALIA Membro fondatore
  • Regione Prahova ROMANIA Membro fondatore
  • Regione di Provenza-Alpi-Costa-Azzurra FRANCIA Membro
  • Provincia di Rieti ITALIA Membro fondatore
  • Comune di San Quirico d’Orcia  ITALIA Membro
  • Isola di Tenerife SPAGNA Membro
  • Regione Toscana ITALIA Membro fondatore
  • Regione di Trnava SLOVACCHIA Membro
  • Regione di Valencia SPAGNA Membro fondatore
  • Regione di Vastra Gotaland SVEZIA Membro
  • Regione Veneto ITALIA Membro fondatore 


Obiettivo della RECEP è sostenere gli enti locali e regionali interessati sul piano scientifico, tecnico, politico ed amministrativo nelle attività di attuazione della CEP nei territori di loro competenza, favorendo l’approfondimento e la diffusione delle conoscenze in materia di paesaggio. Sostenuta da una struttura internazionale, i membri della RECEP hanno l’opportunità di cooperare in un quadro specifico, stabilendo contatti con le organizzazioni internazionali competenti, le istituzioni comunitarie, le autorità degli Stati, le organizzazioni non governative, le università e gli altri enti interessati all’attuazione dei principi della CEP.
In questa prospettiva, nel rispetto delle costituzioni, delle legislazioni, degli atti amministrativi e dei trattati in vigore negli Stati membri interessati, la RECEP può contribuire:

  • ad approfondire, diffondere ed ampliare le conoscenze tecnico-scientifiche dei Membri in materia di paesaggio;
  • ad assistere i Membri nell’ambito dei processi decisionali pubblici relativi al paesaggio presso i singoli Stati, le istituzioni europee ed altre Organizzazioni internazionali competenti;
  • a promuovere la cooperazione dei Membri con altri enti territoriali, compresi gli organismi di gestione delle aree protette, le organizzazioni non governative, le università ed i centri di ricerca pubblici e privati impegnati in attività correlate al paesaggio.

Il legame tra difesa del paesaggio e osservanza delle norme locali è inscindibile; di qui l’esigenza che un organismo come la RECEP, da cui dipende l’ attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio nella grande rete di Enti Locali europei, sia gestita dai rappresentanti politici locali cui è demandata la pianificazione del territorio e la legislazione urbanistica.
L’azione degli organismi politici deve però essere supportata dalla corretta applicazione in campo amministrativo delle norme e degli indirizzi politico-programmatici. Inoltre non si può prescindere dalla conoscenza scientifica del problema da tutti i punti di vista (giuridico, storico, filosofico, economico-sociale, ecologico-ambientale).
Ecco perché l’azione della RECEP si svolge contemporaneamente su due binari, uno politico ed uno tecnico, entrambi supportati da una rete di Università (UNISCAPE) dove il tema del paesaggio è studiato nelle sue mille sfaccettature.

Le attività della RECEP riguardano questioni attinenti la Convenzione, e spaziano su temi di carattere generale o di particolari ambiti territoriali, su alcuni tipi di paesaggio o temi attinenti. Su iniziativa di una regione capofila, la rete potrà per esempio stimolare un finanziamento, l'avvio di un’azione o di una politica dell’Unione europea in applicazione dei principi della Convenzione. Ciò potrebbe contribuire ad aprire per gli enti territoriali interessati delle concrete possibilità di sostegno a livello comunitario per le loro attività in materia di paesaggio.


Le politiche di attuazione dei soggetti aderenti alla RECEP in Italia

L'entrata in vigore della Convenzione e la nascita della Rete Europea degli enti locali e regionali per l’Attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio (RECEP), hanno spinto un numero crescente di Enti territoriali a rafforzare il proprio impegno istituzionale in materia di paesaggio. Nella maggioranza dei casi, ciò ha portato ad un progressivo adeguamento del loro apparato tecnico, amministrativo, regolamentare e/o legislativo in materia.

 

A livello Regionale
Molte Regioni hanno raccolto lo spirito innovativo della Convenzione predisponendo atti legislativi e attività politico-amministrative al fine di attuarne i principi in ogni parte del territorio di competenza; di seguito è riportata una panoramica delle misure e direttive a supporto delle  specifiche politiche paesaggistiche  promosse dai soggetti regionali aderenti alla RECEP

 
REGIONE ABRUZZO

Piani e programmi:

- aggiornamento del nuovo Piano Paesaggistico approvato con D.G.R. n. 973 del 28/07/2008 (costituzione di un “gruppo di progettazione” con Protocollo d’Intesa con le quattro Province approvato con D.G.R. n. 297 del 30/04/2004);

- Carta dei Luoghi e dei Paesaggi;

per quanto riguarda l’adeguamento al Codice:

- è in corso di definizione l’Intesa Stato-Regioni in materia di beni paesaggistici;

- nel 2005 è stata condotta una ricerca relativa all’applicazione della CEP per la redazione del Piano Paesaggistico Regionale.  

Normativa regionale vigente:

- D.G.R. n. 380/c/2009 “Norme in materia di pianificazione per il governo del territorio”;

- D.G.R. n. 99/2007 “Approvazione del disciplinare dell’Osservatorio Regionale per la Qualità del Paesaggio (O.R.P.);

- recepimento della CEP con D.G.R. n. 540 del 22/05/2006;

- Disegno di Legge Regionale approvato con Delibera n. 907/C del 09/08/2006, in modifica alla L.R. 18/1983;

- L.R. n. 5 del 28/03/2006 - Adeguamento della L.R. n. 2 del 13/02/2003, così come modificata dalla L.R. n. 49 del 15/12/2004, “Disposizioni in materia di beni paesaggistici ed ambientali”;

- L.R. n. 19 del 03/03/2005 – “Norme per la costituzione dei consorzi dei beni culturali, delega di funzioni regionali”, modifica alla L.R. n. 2 del 13/02/2003, “Disposizioni in materia di beni paesaggistici e ambientali”;

- L.R. 2/2003 “Disposizioni in materia di beni paesaggistici ed ambientali, in attuazione della Parte III del D.Lgs. 42/2004;

- L.R. n. 61 del 09/08/1999 “Salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e organizzazione in sistema dei musei locali”;

- L.R. n. 44 del 18/06/1992 “Norme in materia di musei di enti locali o di interesse locale”;

- L.R. 69/1990 “Procedure di adozione ed approvazione del Piano regionale paesistico;

- L.R. n. 49 del 29/06/1989 – “Provvidenze per il recupero dei centri storici”;

- L.R. n. 18 del 12/04/1983 “Norme per la conservazione, tutela e trasformazione del territorio della Regione Abruzzo”; testo modificato ed integrato con le L.R. 70/95, 89/98, 11/99, 26/2000, 05/2001.

Osservatorio:

L'Osservatorio Regionale per la Qualità del Paesaggio (O.R.P.), istituito con L.R. 2/03 "Disposizioni in materia di beni paesaggistici ed ambientali", ha funzione di centro regionale di documentazione ed ha il compito di promuovere progetti per la cultura paesaggistica, architettonica ed urbanistica ed interventi sul territorio.

Fornisce dati conoscitivi attraverso un costante monitoraggio e cataloga informazioni sulle dinamiche di modificazione del paesaggio, favorendo archivi di settore. L'Osservatorio, inoltre, promuove studi, progetti, ricerche ed analisi dei fattori di vulnerabilità finalizzati alla conoscenza del paesaggio, alla salvaguardia ed alla tutela dei suoi valori storico-culturali. Con la D.G.R. n. 99 del 05/02/07, la Regione Abruzzo ha stabilito di approvare il disciplinare relativo all'assetto organizzativo dell'O.R.P., costituito da:

- un coordinatore, nella figura del Direttore Regionale Parchi, Ambiente e Territorio ed Energia;

- un comitato composto dal Dirigente del Servizio per l'Urbanistica, Dirigente del Servizio Conservazione della natura e APE, Dirigente del Servizio Tutela e Valorizzazione del Paesaggio, i rappresentanti delle quattro Province abruzzesi, i rappresentanti dei quattro Ordini provinciali;

- una segreteria tecnica costituita da due unità con professionalità adeguate, selezionate attraverso esame di concorso pubblico.

REGIONE BASILICATA

Piani e programmi:

- Premio Mediterraneo del Paesaggio. Costituzione del Catalogo delle Buone Pratiche per il paesaggio e per la partecipazione alla terza edizione del Premio (2010);

- Carta dei suoli;

- Piano paesistico, obiettivi principali:

1. predisposizione di piani urbanistici e territoriali;

2. supporto e collaborazione alla definizione dei Piani regionali di settore;

3. elaborazione di studi e ricerche ai fini dell’estensione degli elenchi delle bellezze paesaggistiche;

4. verifica di coerenza e compatibilità dei Piani regionali, provinciali e comunali ai fini della tutela del paesaggio;

5. istruttoria di progetti e piani ai fini del rilascio del nulla osta su aree sottoposte a vincolo, ai sensi del T.U. delle leggi sul Paesaggio;

6. istruttoria progetti di opere pubbliche e/o di interesse pubblico ricadenti in aree sottoposte a tutela paesaggistica, ai fini della partecipazione alle Conferenze di Localizzazione;

7. monitoraggio attività di trasformazione nei Comuni soggetti a vincolo paesaggistico;

8. relazioni con le competenti Soprintendenze.Normativa regionale vigente:

- L.R. n. 3 del 04/01/2002;

- L.R. n. 34 del 12/08/2002 “Riordino delle funzioni amministrative regionali e locali”;

- L.R. n. 23 11/11/1999 “Tutela, governo e uso del territorio”;

- L.R. n. 50 del 02/09/1993, modifica ed integrazione alla L.R. n. 20 del 04/08/1987;

- L.R. n. 20 del 04/08/1987 “Norme in materia di tutela di beni culturali, ambientali e paesistici - snellimento delle procedure”;

- L.R. n. 14 de 19/07/1974 - Istituzione della Commissione regionale dei beni e servizi culturali. 

REGIONE CALABRIA

Piani e programmi:

- è in corso di elaborazione il Quadro Territoriale Regionale (QTR) con valenza paesaggistica;

- Programma “Paesaggi & Identità”, finanziato con le risorse assegnate al Dipartimento Urbanistica e Governo del territorio a titolo della delibera CIPE 35/05 e con le risorse del bilancio regionale (L.R. 13/05). Si intende intraprendere una serie di azioni per la valorizzazione e fruizione del territorio, attribuendo il giusto valore al ruolo del paesaggio, a partire dagli aspetti ambientali e storici particolarmente rilevanti. L'obiettivo del Programma è creare una "mappa dei paesaggi calabresi" e definire l'intervento su ambiti territoriali compromessi, nell'intento di ricreare condizioni di equilibrio per il risanamento del paesaggio ambientale, anche attraverso interventi sugli "ecomostri" della Regione. Tale scelta riflette una strategia generale avviata dal Dipartimento Urbanistica e Governo del Territorio che individua nella tematica del Paesaggio e dei relativi valori (sociali, culturali, ambientali ed economici) il filo conduttore per la definizione di azioni mirate di sviluppo e valorizzazione;

- Carta Calabrese del Paesaggio (22/06/2006);

- Linee guida della pianificazione regionale con valenza di Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico (2006);

- Documento sulla Politica del Paesaggio;

- Osservatorio Regionale;

- Partecipazione al Premio del Paesaggio.

Normativa regionale vigente:

- D.G.R. n. 10 del 13/01/2010 “Approvazione del Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico (QGT/P)”;

- L.R. 29/2007 (in modifica alla 19/2002) “Norme per la tutela, governo ed uso del territorio – Legge Urbanistica della Calabria”;-    L.R. 21/2007 (in modifica alla 16/2002) “Linee guida della pianificazione regionale”;

- L.R. 19/2002, integrata dalla L.R. 14/2006 e s.m.i., “Norme per la tutela, governo ed uso del territorio”;

- D.G.R. n. 1089 del 5/12/2005 (adesione RECEP);

- Delibera CIPE 35/05 (valorizzazione del paesaggio e interventi sugli Ecomostri).

Osservatorio:

La Regione Calabria ha sviluppato ed applicato coerentemente il percorso di regole di tutela del territorio, il punto di arrivo è la nascita dell’Osservatorio regionale del paesaggio. Strumento nato per recepire le nuove norme previste dal Codice e dalla CEP. Le linee guida di questo osservatorio sono già contenute nella “Carta calabrese del paesaggio”. Viene così a completarsi l’azione politica di controllo e valorizzazione del territorio calabrese.

REGIONE CAMPANIA

Piani e programmi:

- Linee guida per il paesaggio (2007);

- sottoscrizione dell’Intesa con il MiBAC (2006);

- Piani Territoriali Paesistici d’area (16 ambiti);

- Carta di Padula (Delibera di ratifica della giunta regionale n. 1475 del 4/11/2005):

1. Linee guida;

2. Osservatorio per il Paesaggio;

3. Partecipazione al Premio del Paesaggio;

- Piano Territoriale Regionale (PTR);

- Piano Coordinamento Provinciale (PTCP) (D.G..P. n. 344 del 17/03/2005 per la rielaborazione del PTCP.

Normativa regionale vigente:

- L.R. n. 15 dell’ 11/08/2007, integrazione della L.R. 16/2004;

- L.R. n. 16 del 22/12/2004 “Norme sul governo del territorio”;

- D.G.R. n. 244 del 24/01/2003 - Criteri e procedure per la richiesta e l’erogazione di contributi o finanziamenti per azioni connesse alla salvaguardia, alla valorizzazione ed alla promozione dei beni culturali - parziale rettifica della D.G.R. n. 5275 del 19/10/2001, n. 5275 - D.Lgs. n. 490/1999;

- D.G.R. n. 243 del 24/01/2003 - Criteri ed indirizzi per gli interventi di recupero e valorizzazione dei beni culturali, parziale modifica ed integrazione della D.G.R. n. 4571 del 11/09/2000;

- L.R. n. 26 del 18/10/2002 "Norme ed incentivi per la valorizzazione dei centri storici della Campania e per la catalogazione dei Beni Ambientali di qualità paesistica. Modifiche alla L.R. n. 3 del 19/02/1996;

- L.R. n. 19 del 16/11/1998 - Modifiche ed integrazioni alla L.R. n. 57 del 28/12/1985, “Norme per il trasferimento ai comuni dei beni e del personale dei centri di educazione permanente ai sensi dell’articolo 47 del d.p.r. 24 luglio 1977 n. 616”;

- L.R. n. 54 del 29/05/1980 - Delega e sub-delega di funzioni regionali ai Comuni, alle Comunità Montane e alle Province e disciplina di provvedimenti legislativi ed amministrativi regionali concernenti le funzioni delegate e sub-delegate.

REGIONE PIEMONTE

Piani e programmi:

- Indirizzi per la qualità paesaggistica degli insediamenti – Buone pratiche per la pianificazione locale e per la progettazione edilizia (2010);

- Piano Territoriale Regionale (in fase di approvazione definitiva);

- Piano Paesaggistico Regionale (in itinere);

- Collana “Temi per il Paesaggio”;

- Guide finalizzate al recupero del patrimonio edilizio tradizionale che caratterizza il paesaggio piemontese;

- Documento programmatico “Per un nuovo Piano Territoriale Regionale”;

- Piano Territoriale Regionale approvato nel 1997.

Normativa regionale vigente:

- D.G.R. n. 53-11975 del 4 Agosto 2009 - Adozione del Piano Paesaggistico Regionale;

- D.G.R. n. 18-11634 del 22 Giugno 2009 – Elaborati del Piano Territoriale Regionale;

- Comunicato. Dichiarazione di notevole interesse pubblico, ai sensi dell'articolo 140 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio);

- L.R. n. 3 del 27 Gennaio 2009 “Disposizioni collegate alla manovra finanziaria per l’anno 2008 in materia di tutela ambientale;

- L.R. n. 14 del 16/06/2008 “Norme per la valorizzazione del paesaggio”;

- L.R. n. 32 del 1 dicembre 2008 “Provvedimenti urgenti di adeguamento al D.lgs. n. 42 del 22 Gennaio 2004;

- L.R. n. 44 del 26/04/2000 - Disposizioni normative per l’attuazione del D.Lgs. n. 112 del 31/03/1998 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della Legge n. 59 del 15/03/1997”;

- L.R. n. 23 del 30/04/1996 - Modifica alla Legge regionale 3 aprile 1989, n. 20 “ norme in materia di tutela di beni culturali, ambientali e paesistici “;

- L.R. 14 marzo 1995, n. 35, Individuazione, tutela e valorizzazione dei beni culturali architettonici nell’ambito comunale;-    L.R. n. 20 del 03/04/1989;

- L.R. n. 56 del 05/12/1977 “Tutela ed uso del suolo e successive modifiche e integrazioni (L.R. 45/1994)”.

Osservatorio:

All’interno della Regione Piemonte è stata creata una Rete degli osservatori del paesaggio che consta al proprio interno sei osservatori ed un ecomuseo.Secondo il Protocollo d’Intesa, sottoscritto per l’istituzione di questa rete, finalità di tali soggetti sono:

- mettere a sistema e dare maggiore forza a ciascuna iniziativa promossa a livello di osservatorio locale del paesaggio, offrendo il contributo nella formazione di una cultura consapevole del valore del paesaggio;

- promuovere sinergie e iniziative comuni e diffonderle a scala regionale e nazionale;

- promuovere e organizzare attività formative e di sensibilizzazione su specifici aspetti legati ai temi della salvaguardia, gestione e riqualificazione paesaggistica;

- offrire una lettura sistematica delle iniziative di trasformazione territoriale in atto in Piemonte e valorizzare le buone pratiche;

- promuovere la conoscenza delle trasformazioni del territorio nei confronti della collettività;

- promuovere presso le amministrazioni locali azioni di coordinamento e di approfondimento sui temi della qualità del paesaggio quale elemento di fondamentale importanza per la gestione sostenibile delle risorse ambientali locali;

- stimolare le procedure di diverso ordine e grado connesse all’adozione degli strumenti di pianificazione paesaggistica al fine di dotarsi di strumenti di valutazione e monitoraggio degli interventi sul territorio;

- costituire un soggetto interlocutore verso le istituzioni locali e centrali e fornire assistenza tecnico-scientifica agli osservatori locali.

Nel perseguire tali finalità la Rete, attraverso l’attività dei singoli osservatori e quelle promosse congiuntamente, intende proporre progetti e iniziative legati ad una serie di campi d’azione, tra cui:

- la comunicazione e la diffusione delle conoscenze acquisite e delle attività svolte attraverso una piattaforma web della Rete;

- lo sviluppo di iniziative di rete con le attività europee in tema di applicazione della CEP e il sostegno ad analoghe attività a livello locale;

- la nascita di progetti di paesaggio in attuazione della CEP, con il coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali e sociali;

- lo svolgimento di attività di comunicazione e di sensibilizzazione della società civile e degli operatori pubblici e privati sui temi della tutela e della valorizzazione del paesaggio;

- la raccolta di documentazione e l’elaborazione di studi e analisi su quanto è stato fatto sino ad oggi sul territorio, anche in negativo, per favorire la conoscenza e la valutazione della qualità dei paesaggi e definire principi e linee guida di gestione del territorio;

- la promozione di incontri e seminari sul tema del paesaggio, per estendere e consolidare un dialogo e un confronto con il territorio e le diverse realtà associative presenti nell’area;

- lo sviluppo, in collaborazione con istituti di ricerca o associazioni culturali affini ai temi di competenza della Rete, di indagini e ricerche su specifici ambiti territoriali per dotarsi di strumenti e metodi per la conoscenza e valutazione delle trasformazioni del paesaggio locale;

- la promozione di concorsi di idee o di progettazione per incentivare la ricerca della qualità nel progetto di paesaggio.

Gli Osservatori sono: l’Osservatorio del paesaggio per il Monferrato Casalese; l’Osservatorio del paesaggio del Monferrato e dell’Astigiano; l’Osservatorio del paesaggio di Langhe e Roero; l’Osservatorio del paesaggio dei Parchi del Po e della Collina Torinese; e l’Ecomuseo dell’anfiteatro morenico di Ivrea.

REGIONE TOSCANA

Piani e programmi:

- Piano Paesaggistico Regionale, parte integrante del precedente Pit: è stato adottato con D.C.R. il 16/06/2009;

- Protocollo d’Intesa con il MiBAC (2007);

- Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) approvato il 24/07/2007 con D.C.R. n. 72;

- Laboratorio del Paesaggio di Pisa;

- Piani Territoriali di Coordinamento provinciali;

- Piani Strutturali a livello comunale.

Normativa regionale vigente:

- L.R. n. 27 del 29/06/2006 - Disciplina degli atti e delle procedure della programmazione e degli interventi finanziari regionali in materia di beni culturali e paesaggistici, attività culturali e spettacolo;

- L.R. n. 26 del 29/06/2006 - Istituzione delle commissioni ai sensi dell'articolo 137 del D.Lgs. n. 42 del 22/01/2004, come modificato dal D.Lgs. n. 157 del 24/03/2006 e disciplina del procedimento per la dichiarazione di notevole interesse pubblico di immobili ed aree di particolare pregio paesaggistico;

- L.R. n. 19 del 31/01/2005 e s.m.i., “Norme sul sistema regionale dei beni culturali”;

- L.R. n. 1 del 03/01/2005 “Norme per il governo del territorio”;

- D.G.R. n. 862 del 05/08/2002;

- L.R. n. 14/1995 “Direttive per l’attuazione del Programma pluriennale degli interventi strategici nel settore dei beni culturali”;

- D.C.R. n. 124 del 24/07/2002;

- L.R. n. 14 del 10/02/ 1995 (Disciplina degli atti e delle procedure della programmazione e degli interventi finanziari regionali nei settori delle attività e dei beni culturali). Approvazione del Programma pluriennale degli interventi strategici nel settore dei beni culturali;

- D.G.R. n. 494 del 20/05/2002 - Approvazione progetto “Beni culturali: strumenti e metodi per la tutela, la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale”;

- D.G.R. 16 n. 794 del 16/07/2001, L.R. n. 35/1999 e L.R. n. 89/1980 - Determinazione dei criteri di priorità per l’assegnazione di contributi nei settori delle biblioteche e dei musei;

- D.C.R. n. 268 del 19/12/2000, Approvazione Piano di Indirizzo delle attività e dei beni culturali per gli anni 2001-2003;

- L.R. n. 35 del 01/07/1999 “Disciplina in materia di biblioteche di enti locali e di interesse locale e di archivi di enti locali”;

- L.R. n. 88 del 01/12/1998 - Attribuzione agli Enti locali e disciplina generale delle funzioni amministrative e dei compiti in materia di urbanistica e pianificazione territoriale, protezione della natura e dell’ambiente, tutela dell’ambiente dagli inquinamenti e gestione dei rifiuti, risorse idriche e difesa del suolo, energia e risorse geotermiche, opere pubbliche, viabilità e trasporti conferite alla Regione dal D.Lgs. n. 112 del 31/03/1998;

- L.R. n. 14 del 10/02/1995 “Disciplina degli atti e delle procedure della programmazione e degli interventi finanziari regionali nei settori delle attività e dei beni culturali”;

- L.R. del 16/01/1995;

- L.R. n. 61 del 31/05/1975 - Istituzione della Consulta regionale toscana dei beni e delle attività culturali.

Approfondimenti:

Piano di Indirizzo Territoriale

Nella Regione Toscana il paesaggio trova ampia attenzione sia negli strumenti di pianificazione regionale, in particolare nel Piano di Indirizzo Territoriale (PIT), sia nei Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali (PTCP), sia nei Piani Strutturali a livello comunale (PS), come ribadito dalla L.R. 5/1995 e successivamente dalla L.R. 1/ 2005.

Il 23 febbraio 2007 la Regione e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali hanno siglato un'intesa per l'applicazione del Codice del Paesaggio in Toscana, attraverso l’elaborazione congiunta della disciplina paesaggistica contenuta nello statuto del PIT regionale e l'implementazione progressiva del PIT con i contenuti di maggior dettaglio espressi dai PTC provinciali e dai piani strutturali comunali.

Il PIT, approvato il 24 luglio 2007 con D.C.R. n. 72, ha individuato trentotto ambiti di paesaggio; ogni paesaggio è disciplinato da una scheda che descrive i caratteri strutturali, definisce i valori paesaggistici di livello regionale, il funzionamento, le dinamiche evolutive e gli obiettivi di qualità.Per la disciplina dei beni paesaggistici il PIT ha elaborato, per ogni bene o area dichiarata di notevole interesse pubblico, una scheda che definisce i valori paesaggistici oggetto di tutela individuati dal decreto di vincolo, i cui contenuti saranno aggiornati con la verifica dello stato dei valori ad oggi e l'individuazione di indirizzi di tutela e riqualificazione.

La disciplina paesaggistica contemplata nello Statuto del PIT è implementata a livello sub regionale attraverso accordi di pianificazione con le amministrazioni interessate.

REGIONE VENETO

Piani e programmi:

- Elaborazione di piani di dettaglio con valenza paesaggistica;

- D.G.R. n. 2220 del 16/07/2003 finalizzata all’approvazione di un protocollo di intesa tra Regione, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Provincia di Belluno e il Comune di Feltre (Progetto pilota per la salvaguardia dei valori paesaggistici ed ambientali del territorio comunale di Feltre);

- Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) approvato nel 1992, attraverso cui il Veneto ha sviluppato elementi di forte correlazione tra la pianificazione del paesaggio e la pianificazione territoriale;

- Piano Territoriale adottato con D.G.R. del 23/12/1986 n. 7090, approvato definitivamente nel 1992 ai sensi della Legge 431 del 08/08/1985 “Norme per l’assetto e l’uso del territorio”;

- Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) approvato nel 1991 con valenza paesistica.

Normativa regionale vigente:

- D.G.R. n. 3733/2006 Schema di Accordo tra Regione e Ministero per la semplificazione sui criteri di redazione della relazione paesaggistica;

- L.R. n. 18/2006 “Approvazione dei piani paesaggistici di dettaglio”;

- L.R. n. 4/2006, L.R. n. 26/2009, L.R. n. 11/2010 come modifiche alla 11/2004;

- L.R. n. 11 del 23/04/2004 (BUR n. 45/2004) “Norme per il governo del territorio”;

- L.R. 63/1994 “Norme per la subdelega delle funzioni concernenti la materia dei beni ambientali”, ha conferito alle Province l’attribuzione delle competenze in materia di apposizione e revisione dei vincoli e ai Comuni quelle inerenti alle relative procedure autorizzative;

- L.R. n. 9 del 11/03/85.

Osservatorio:

Con l'osservatorio s'intende delineare un "centro studi sull'evoluzione del paesaggio", punto di riferimento per la ricerca scientifica e tecnica in materia di paesaggio con le seguenti finalità:

- stabilire criteri per l'adozione di misure di protezione, gestione, ordinamento del paesaggio;

- fissare i criteri per stabilire gli obiettivi di qualità paesaggistica e misure e azioni necessarie destinate a conseguire tali obiettivi;

- instaurare meccanismi di osservazione dell'evoluzione e trasformazione del paesaggio;

- proporre azioni rivolte al miglioramento, alla restaurazione o alla creazione dello stesso;

- elaborare le categorie del paesaggio destinate a identificare, classificare e qualificare i suoi diversi elementi;

- preparare seminari, corsi, esposizioni e conferenze, così come pubblicazioni e programmi specifici di informazione riguardante le politiche del paesaggio;

- collaborare con altri istituti che si interessano del paesaggio nello spazio nazionale, europeo e mediterraneo.

È evidente che l'osservatorio del paesaggio è strumento strategico per conoscere e governare nel tempo una tematica ricca e complessa, punto di forza per dare competitività al sistema veneto.



A livello Provinciale e Comunale

Per definire un quadro completo di riferimento riguardante lo sviluppo del tema del paesaggio all’interno delle Pubbliche Amministrazioni aderenti alla RECEP è stato completato il livello principale, quello regionale, da cui a cascata discendono le normative provinciali e comunali, con una descrizione ed un’analisi di leggi, programmi, piani ed osservatori, creati a supporto delle specifiche politiche paesaggistiche promosse anche dai soggetti appartenenti al livello provinciale e comunale della RECEP.

 

COMUNE DI ALTIDONA

Piani e programmi:

- Progetto Paesaggio Altidonese: mira a salvaguardare, gestire e riqualificare la dimensione paesaggistica del territorio Altidonese con l'effettivo coinvolgimento della popolazione e delle autorità locali ad essa più vicine nell'individuazione delle politiche e delle misure specifiche da attuare sul territorio, in accordo con i principi della Convenzione Europea del Paesaggio.
L'iniziativa aspira a favorire un approccio al governo delle trasformazioni del territorio partecipato e condiviso che abbia come principale riferimento l'interesse che le comunità nutrono, in misura sempre più crescente, per la qualità del paesaggio quale imprescindibile dimensione del vivere. In tale prospettiva, il Progetto Paesaggio Altidonese punta alla promozione di uno sviluppo sostenibile del territorio - e dunque al concreto miglioramento della qualità della vita della popolazione altidonese - come pure al rilancio e alla promozione dell'identità culturale e territoriale di Altidona.

Normativa vigente:

- Delibera di Consiglio n. 48 del 26/11/2008 “Adesione alla Recep - Enelc”

PROVINCIA DI ASCOLI PICENO

Piani e programmi:

Il progetto Saggi Paesaggi si propone di attivare processi partecipati capaci di individuare, costruire e rendere operativi strumenti, indirizzi, piani, organismi di governance in grado di coinvolgere le popolazioni nel governo del territorio, nella definizione della qualità dei contesti di vita, nelle politiche di pianificazione, recupero, manutenzione e valorizzazione del paesaggio.
Tra i vari temi inseriti all’interno del progetto troviamo:
- il paesaggio rurale: buone pratiche (annessi, restauri edifici, materiali etc.);
- energia e paesaggio (nuovi sistemi di produzione dell’energia e modificazione del paesaggio);
- gestione dei paesaggi: prime sperimentazioni (piani paesaggistici, osservatori, carte dei paesaggi);
- pianificazione integrata/co-progettazione e progetto pilota Valdaso;
- conoscenza e trasformazione dei paesaggi: informazione, sensibilizzazione e formazione.  

Normativa vigente:

- D.C.R. del 25/05/2006, “Adesione alla RECEP - Approvazione Statuto”. L’adesione a tale struttura inserisce la Provincia di Ascoli Piceno in un contesto europeo di politica del paesaggio e le consente di essere parte di processi decisionali pubblici relativi al paesaggio presso i singoli Stati, presso le Istituzioni europee ed altre Organizzazioni internazionali competenti.

Osservatorio:

Dal 2006 la Provincia è impegnata in un percorso progettuale teso ad applicare gli articoli 5 e 6 della CEP ed a sperimentare metodi di coinvolgimento e partecipazione delle popolazioni locali nei processi di governo del territorio. Nello specifico il progetto provinciale prevede interventi di sensibilizzazione della società civile che si concretizzano nell’iniziativa Saggi Paesaggi Festival. Sono inoltre previste attività di formazione rivolte ai tecnici ed agli amministratori degli Enti Locali, attività per la costruzione di strumenti tecnici tesi alla corretta gestione del paesaggio ed infine, progetti pilota volti a sperimentare metodi di co-pianificazione partecipata e di governance.

PROVINCIA DI COSENZA

Piani e programmi:

Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) adottato il 27 novembre 2008: consente di offrire agli Enti locali un quadro di riferimento e un supporto per orientare i processi di crescita sul territorio. Il PTCP stabilisce criteri puntuali per la localizzazione sul territorio degli interventi, assegnando all’adeguamento, al completamento ed al potenziamento del sistema infrastrutturale una funzione strutturante ed ordinativa, finalizzata ad un concreto programma di sviluppo economico e sociale.
Il progetto è stato condotto in continuità con le elaborazioni del Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.), nel quale le Unità di Paesaggio sono identificate e sviluppate in termini descrittivi, quali ambiti in cui sia assicurata una sostanziale omogeneità di problemi e di caratteri. Il lavoro è stato quindi orientato ad una prima verifica quantitativa delle suddette Unità, finalizzate ad una concreta applicazione ai fini di una gestione consapevole e sostenibile, tesa a conservare quei caratteri locali che connotano la Regione. In particolare il progetto è stato sviluppato prendendo in considerazione:
l'identificazione di ambiti territoriali omogenei, quale approfondimento ed articolazione delle unità di paesaggio individuate dal P.T.P.R. vigente;
la caratterizzazione degli ambiti territoriali individuati in funzione del principale ruolo ecologico;
l'assegnazione di diversi livelli di significatività attraverso opportuni indicatori sintetici descrittivi del valore paesaggistico e ambientale globale di ciascun ambito omogeneo individuato;
una gerarchizzazione degli ambiti per livelli di qualità, potenzialità e fragilità;
l'aggregazione dei dati all'interno di un GIS e la realizzazione di elaborazioni cartografiche in formato compatibile con gli standard regionali.
Il prodotto che si è realizzato in base a tali premesse risponde alle aspettative e rappresenta già uno strumento operativo, anche se si tratta evidentemente di un "prototipo", ovvero di una proposta metodologica basata su un modello applicativo che necessita di un'ulteriore implementazione. La complessità degli argomenti trattati, emersa durante la realizzazione dell'intero progetto sviluppato grazie ad una stretta collaborazione fra ENEA e Regione Emilia-Romagna, nonostante la quantità di dati ambientali prodotta negli anni dai Servizi regionali, richiede lo sviluppo di ulteriori indicatori oggi non disponibili, per lo più rivolti a quantificare il valore degli aspetti immateriali dei beni paesaggistici e ambientali anche attraverso confronti in sedi internazionali. Un ulteriore problema da approfondire è legato alla scelta dell'ambito di riferimento ottimale per la rappresentazione degli effetti di una determinata politica.  

COMUNE DI FALERNA

Piani e programmi:

- Documento Preliminare del Piano Strutturale Comunale di Falerna (Cz) adottato con D.C.C. n. 24 del 05/08/2008.
Il Documento Preliminare è un elemento costitutivo del Piano Strutturale Comunale (PSC) che viene approvato dalla Giunta e sottoposto all'esame della Conferenza di Pianificazione.
Esso fornisce indicazioni riguardo agli obiettivi generali che si intendono perseguire con il piano ed alle scelte strategiche di assetto del territorio; inoltre fornisce un'individuazione di massima di limiti e condizioni per lo sviluppo sostenibile del territorio.  

PROVINCIA DI GORIZIA

Piani e programmi:

Studi preliminari e le Linee Guida per la stesura del Piano Territoriale Provinciale di Coordinamento (PTPC).  

Normativa vigente:

- L.R. n. 2/2002 disciplina organicamente il turismo in regione e stabiliscono compiti e competenze della Provincia in materia di programmazione economica e sviluppo del territorio;
- L.R 14/00 “Norme per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e dei siti legati alla prima guerra mondiale.” stabilisce che “La Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia promuove la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale attinente ai fatti della prima guerra mondiale”;
- lo Statuto della Provincia di Gorizia afferma che “La Provincia di Gorizia rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, promuove e coordina lo sviluppo, salvaguardando e valorizzando il patrimonio storico, culturale, linguistico ed ambientale di ciascuna località”.

Approfondimenti:

Progetto Carso 2014+: partecipazione della Provincia di Gorizia al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa 2010 – 2011 con la presentazione del progetto Carso 2014, (verbale di deliberazione n. 174 Prot.  26409/2010, adottata nella seduta del 27 ottobre 2010).

PROVINCIA DI MACERATA

Piani e programmi:

Il Piano Territoriale di coordinamento (PTC), approvato definitvamente con delibera di Consiglio n.75 dell’11/12/2001, appresta gli strumenti di conoscenza, di analisi e di valutazione dell’assetto del territorio della Provincia e delle risorse in esso presenti, determina - in attuazione del vigente ordinamento regionale e nazionale e nel rispetto del piano paesistico ambientale regionale (PPAR) e del piano di inquadramento territoriale (PIT) nonché del principio di sussidiarietà - le linee generali per il recupero, la tutela ed il potenziamento delle risorse nonché per lo sviluppo sostenibile e per il corretto assetto del territorio medesimo. La relativa disciplina è espressa a mezzo delle definizioni e delle classificazioni nonché delle previsioni progettuali contenute negli elaborati cartografici ed a mezzo delle concorrenti statuizioni delle norme tecniche di attuazione (NTA).  

PROVINCIA DI MILANO

Piani e programmi:

- Piano Territoriale Paesistico Territoriale;
- dal 2007 presiede, insieme alla Provincia di Salerno, il gruppo di lavoro “Paesaggio, Biodiversità e Partecipazione” (PA.BI.PA.).  

Normativa vigente:

- L.R. n. 14 del 09/01/2006 “Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000”;
- Regolamento per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche (DCP n. 10/2006 del 16/02/2006 e s.m.i.);
- L.R. n. 12/2005 “Legge per il governo del territorio”.

Osservatorio:

La partecipazione delle comunità locali alle politiche e ai piani/progetti per la biodiversità e il paesaggio rappresenta un’innovazione strategica, che consiste nell’instaurare una relazione triangolare tra comunità, amministrazione ed esperti.
Perché questa relazione si instauri e rappresenti un’innovazione effettiva dei percorsi decisionali spesso non è sufficiente affidarsi alla spontaneità dei rapporti informali e bilaterali, ma è necessario dar corso a processi di partecipazione che siano trasparenti, organizzati e inclusivi, di medio/lungo periodo e di ampia risonanza e rappresentatività degli interessi, delle competenze, dei ruoli e dei punti di vista del territorio.

PROVINCIA DI RIETI

Piani e programmi:

- Il PTPR intende per paesaggio le parti del territorio i cui caratteri distintivi derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni nelle quali la tutela e valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili come indicato nell'art. 131 del Codice dei beni culturali e del paesaggio D.Lgs. 42/2004. Il PTPR assume altresì come riferimento la definizione di "paesaggio" contenuta nella CEP, legge 14/2006. Il paesaggio è la parte del territorio che comprende l'insieme dei beni costituenti l'identità della comunità locale sotto il profilo storico-culturale e geografico-naturale garantendone la permanenza e il riconoscimento. Il Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, in sostanza, è lo strumento di pianificazione attraverso cui, nel Lazio, la Pubblica Amministrazione disciplina le modalità di governo del paesaggio, indicando le relative azioni volte a conservare, valorizzare, ripristinare o creare paesaggi. Il Piano riconosce il paesaggio in quanto componente essenziale del contesto di vita della collettività e ne promuove la fruizione informandosi a principi e metodi che assicurino il concorso degli enti locali e l'autonomo apporto delle formazioni sociali, sulla base del principio di sussidiarietà;
- Piano Territoriale di Coordinamento adottato con DCP n. 95 del 26 novembre 1999.  

Normativa vigente:

- L.R. 6/1999

COMUNE DI SAN QUIRICO D'ORCIA

Piani e programmi:

- Centro per lo studio del paesaggio e del giardino.  

Approfondimenti:

 

Il centro per lo studio del paesaggio e del giardino è una fondazione che si propone di sostenere e promuovere la formazione e la diffusione della cultura degli stessi attraverso le seguenti attività:
- il coordinamento di una pluralità di attività esistenti in Val d'Orcia e la promozione di nuove iniziative, anche attraverso l'istituzione di rapporti di collaborazione e scambio con altre esperienze presenti nel territorio del Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d'Orcia;
- la promozione di rapporti di scambio, confronto e collaborazione tra soggetti diversi (singole personalità del mondo culturale, istituzioni pubbliche e private, amministrazioni, università) per sostenere iniziative sui temi proposti;
- la costituzione di una rete di relazioni con enti, istituti e associazioni culturali italiani e stranieri con analoghe finalità;
- l'avvio di attività di ricerca e di progettazione, archivistiche, documentazione, espositive, di diffusione dei risultati raggiunti, pubblicistiche e di ogni altro tipo, coerenti con gli argomenti di studio;
- la promozione e la realizzazione di laboratori e seminari di studio, formazione e aggiornamento per i soggetti interessati;
- l'istituzione di premi e borse di studio;
- l'aggiornamento, l'incremento e la messa in rete del patrimonio bibliografico e fotografico di proprietà dei soggetti aderenti.

GELSO nel Rapporto sulla Qualità dell'ambiente urbano

GELSO è anche una delle componenti del Rapporto annuale sulla Qualità dell’ambiente urbano, a cui contribuisce con indicatori dedicati alle buone pratiche dei principali Comuni italiani sui temi Strategie partecipate e integrate, Energia, Mobilità, Rifiuti e Territorio e paesaggio.

Banche dati sulle buone pratiche

Selezione delle principali banche dati europee e italiane dedicate allo scambio di informazioni su progetti e buone pratiche.