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Normativa e documenti di riferimento



DESCRIZIONE: Dal punto di vista normativo, la tutela del paesaggio è nata con la Legge 29 giugno 1939, n. 1497,  che volgeva la sua attenzione principalmente nei confronti di aspetti naturalistici, panoramici e storici puntualmente individuati.
Tale legge prevede una disciplina di tutela episodica e soggettiva che si riferisce a particolari siti naturali e storici di pregio rilevanti dal punto di vista estetico.
In particolare il concetto di paesaggio viene accostato a quello di bellezza naturale, in un senso che mira a tutelare i valori paesistici sotto il profilo dei quadri naturali che essi realizzano. Conseguentemente, non si tutela ciò che è nel paesaggio, ma solo la mera conservazione del visibile e dello scenario naturale. Non si considera la dinamicità insita nel paesaggio che si concretizza principalmente nell’azione positiva o distruttiva dell’uomo.

DESCRIZIONE: La precedente legge è stata più tardi integrata con la Legge 8 agosto 1985, n. 431 (Legge Galasso)  che vi ha compreso ulteriori elementi, per lo più naturalistici, quali coste, corsi d’acqua, boschi, laghi, monti ecc. riconoscendo a questi aspetti una valenza paesaggistica di fondamentale importanza.

DESCRIZIONE: Il Codice dei beni culturali e del paesaggio rappresenta lo strumento legislativo più significativo nell’ambito dell’evoluzione della normativa italiana a seguito della sottoscrizione della Convenzione.
Il provvedimento determina una semplificazione legislativa rispetto alla previgente disciplina, fornendo uno strumento per difendere e promuovere il tesoro degli italiani, anche attraverso il coinvolgimento degli Enti Locali, e definendo in maniera irrevocabile i limiti dell'alienazione del demanio pubblico, che escluderà i beni di particolare pregio artistico, storico, archeologico e architettonico.
All'interno del "patrimonio culturale nazionale", si inscrivono due tipologie di beni culturali: i beni culturali in senso stretto, coincidenti con le cose d'interesse storico, artistico, archeologico etc., di cui alla legge n. 1089 del 1939, e quell'altra specie di bene culturale, in senso più ampio, che è costituita dai paesaggi italiani (già retti dalla legge n. 1497 del 1939 e dalla legge "Galasso" del 1985), frutto della millenaria antropizzazione e stratificazione storica del nostro territorio, un unicum nell'esperienza europea e mondiale tale da meritare tutto il rilievo e la protezione dovuti.

DESCRIZIONE: Legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, stipulata a Firenze il 20 ottobre 2000.

DESCRIZIONE: Il Decreto legislativo riguarda i beni culturali, interviene sulla circolazione delle cose di interesse storico e artistico, riconsidera la disciplina di tutela dei beni archivistici, definisce una più stringente salvaguardia del patrimonio culturale di proprietà di enti pubblici, di soggetti giuridici privati, di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.

DESCRIZIONE: Il Decreto ha introdotto la novità, fortissima e sostanziale, del paesaggio inteso come l’insieme di tutto il territorio, non più solo dei paesaggi d’eccellenza, ma anche i paesaggi del quotidiano e quelli degradati. Tutto il territorio è quindi riconosciuto quale risorsa essenziale e bene comune della collettività.



Documenti

DESCRIZIONE: La Convenzione per la tutela del patrimonio culturale e naturale è il trattato internazionale adottato dalla Conferenza Generale dell’UNESCO il 16 novembre del 1972 al fine di garantire l’identificazione, la conservazione, la conoscenza e la trasmissione alle future generazioni del patrimonio culturale e naturale, così come definito dalla Convenzione stessa. In base alla Convenzione i paesi riconoscono che i siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale che si trovano sul proprio territorio, senza nulla togliere alla sovranità nazionale e al diritto di proprietà, costituiscono un patrimonio “alla cui salvaguardia l’intera comunità internazionale è tenuta a partecipare”.

DESCRIZIONE: La Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa, nota come ''Convenzione di Berna'' è uno strumento internazionale vincolante in materia di conservazione della natura, che copre gran parte del patrimonio naturale del continente europeo e si estende ad alcuni Stati dell’Africa. I suoi obiettivi sono la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitat naturali e la promozione della cooperazione europea in tale settore.

DESCRIZIONE: La Convenzione di Granada rappresenta l’atto legislativo più importante del Consiglio d’Europa nell’ambito della conservazione dei beni culturali. Essa riconosce che il patrimonio architettonico costituisce un’espressione insostituibile della ricchezza e della diversità del patrimonio culturale dell’Europa e un bene comune a tutti gli europei. Vi è inoltre specificata la necessità di perseguire una politica comune capace di garantire la conservazione del patrimonio architettonico e di convincere l’opinione pubblica della sua importanza.

DESCRIZIONE: La Convenzione riveduta di “La Valletta” descrive i pericoli maggiori in grado di minacciare il patrimonio archeologico europeo (p. es. ampi progetti di pianificazione, pericoli naturali e scavi illeciti). Questo documento sottolinea anche la necessità di introdurre procedure di controllo amministrative e scientifiche e di collegare la protezione del patrimonio archeologico a questioni riguardanti la pianificazione urbana, l’organizzazione del territorio e l’evoluzione culturale.

DESCRIZIONE: Le Regioni dell'Andalusia, del Languedoc-Roussillon e della Toscana, agendo nel quadro degli obiettivi del Consiglio d'Europa e condividendone l'obiettivo che è quello di realizzare un’unione più stretta tra i paesi europei, hanno adottato la Carta del Paesaggio Mediterraneo che disegna la politica che esse intendono seguire in materia di protezione del paesaggio e che propongono alle altre regioni mediterranee

DESCRIZIONE: Approvata nel 1995 a Sofia dalla Conferenza ministeriale dell’ambiente, la Strategia paneuropea della diversità biologica e paesaggistica, avviata dal Consiglio di Europa in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, mira ad arginare la tendenza al degrado dei valori connessi a tale diversità. La Strategia cerca di promuovere una maggiore considerazione della dimensione paesaggistica nell’effettiva applicazione degli strumenti regolamentari e pianificatori esistenti come pure nella definizione di nuovi strumenti riconoscendo la sua importanza fondamentale ed il valore scientifico, ambientale, estetico, culturale, ricreativo, economico e intrinseco dei paesaggi. La diversità biologica e quella paesaggistica vanno considerate come il diretto ed il rovescio della stessa medaglia.

DESCRIZIONE: La Convenzione Europea del Paesaggio (CEP) è il trattato internazionale interamente dedicato al paesaggio stipulato tra gli stati membri della Comunità europea a Firenze il 20 ottobre 2000 ed entrato in vigore in Italia il 1° Settembre 2006 con la legge n. 14 del 9 gennaio 2006. Gli obiettivi della Convenzione mirano a far recepire alle amministrazioni locali, nazionali e internazionali, provvedimenti, atti e politiche che sostengano il paesaggio con operazioni di salvaguardia, gestione e pianificazione del paesaggio. 

DESCRIZIONE: Regolamento della Rete Europea degli enti locali e regionali per l'attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio, organizzazione liberamente costituita da enti locali e regionali europei, sotto l’egida del Congresso con lo scopo di sostenere gli enti locali e regionali interessati sul piano scientifico, tecnico, politico ed amministrativo nelle attività di attuazione della Convenzione nei territori di loro competenza, favorendo l’approfondimento e la diffusione delle conoscenze in materia di paesaggio.




Documenti di approfondimento

DESCRIZIONE: La rete europea, Recep, per l'attuazione della convenzione europea del paesaggio: analisi delle politiche degli enti locali italiani ed europei e degli strumenti per la loro diffusione. 

DESCRIZIONE: Analisi delle politiche di gestione locale per l'attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio: le buone pratiche degli enti aderenti alla "rete europea" R.E.C.E.P.



GELSO nel Rapporto sulla Qualità dell'ambiente urbano

GELSO è anche una delle componenti del progetto Qualità ambientale nelle aree metropolitane italiane che ISPRA  ha avviato per la realizzazione del Rapporto annuale sulla Qualità dell’ambiente urbano.

Banche dati sulle buone pratiche

Selezione delle principali banche dati europee e italiane dedicate allo scambio di informazioni su progetti e buone pratiche.