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Attività di mitigazione

 

Nelle attività di mitigazione dei cambiamenti climatici sono comprese tutte le azioni volte alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra ed alla riduzione delle concentrazioni di tali gas nell’atmosfera. 


Le attività degli enti locali per la mitigazione dei cambiamenti climatici
Come riaffermato dalla Dunkerque Call on Climate action, gli enti locali in questo ambito possono dare un importante contributo, avendo competenze specifiche in molti settori critici per l’emissione di gas serra, quali ad esempio la mobilità, l’edilizia, la produzione ed il consumo di energia, la gestione dei rifiuti.
Le amministrazioni possono esercitare le proprie competenze pianificatorie e normative, operando delle scelte coerenti ad esempio nel campo dell’organizzazione del sistema dei trasporti locali, dello sviluppo del tessuto urbano, degli standard energetici e dell’uso di energie rinnovabili per le nuove costruzioni.
Possono inoltre mettere in atto interventi diretti in qualità di consumatori, produttori e fornitori di beni e servizi, intervenendo ad esempio sul proprio patrimonio edilizio, sui mezzi del trasporto pubblico, sull’illuminazione stradale, sul verde pubblico, sugli appalti (GPP).
Possono infine svolgere un ruolo importante nella diffusione di informazioni ai cittadini, nell’attuazione di programmi di educazione ambientale per gli studenti o di formazione per professionisti e imprese, nel sensibilizzare la cittadinanza  e nello stimolare la partecipazione attiva alle iniziative in atto.
Tali iniziative settoriali devono però consolidarsi in strategie integrate in grado di produrre risultati strutturali, in primo luogo attraverso i Piani di Azione per l'Energia e il Clima.


Gli strumenti di monitoraggio
La quantificazione dei risultati degli interventi di mitigazione è senza dubbio un elemento chiave per la corretta progettazione di un Piano per l'Energia e il Clima e per valutare l’apporto dato dalle iniziative locali agli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni.
Il primo passo è dato dal disporre di un affidabile inventario delle emissioni a livello locale.
Se infatti gli inventari a scala nazionale sono basati su metodologie consolidate e riconosciute internazionalmente e dispongono di serie storiche decennali, a livello locale sono stati sperimentati numerosi modelli che non hanno ancora portato ad una metodologia condivisa.
Tra gli esempi più importanti la banca dati delle emissioni in atmosfera INEMAR utilizzata per realizzare inventari a scala locale in sette regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Puglia).
I Piani d’Azione dovranno poi usare gli inventari come base conoscitiva per individuare i settori critici e le attività necessarie alla riduzione delle emissioni. In questa fase è necessario stimare il potenziale di riduzione delle singole azioni progettate e la loro capacità di raggiungere gli obiettivi complessivi di riduzione delle emissioni, creando un bilancio delle emissioni.
Anche in questo caso ci sono numerosi esempi e proposte metodologiche.
Il carbonn Cities Climate Registry (cCCR), creato dall’ICLEI in collaborazione con UNEP, costituisce un meccanismo globale che consente alle città e agli enti locali di rendicontare i propri impegni nei confronti dei cambiamenti climatici. Il cCCR è il meccanismo di segnalazione ufficiale del Global Covenant of Mayors for Climate & Energy (GCoM) e permette alle città firmatarie di diffondere, attraverso una piattaforma condivisa, i loro impegni, le azioni intraprese ed i risultati ottenuti, in modo da rendere la loro azione per il clima trasparente, responsabile e comparabile. Da aprile 2019, il Carbonn di ICLEI e la piattaforma di reporting di CDP forniscono un unico punto di accesso semplificato, per consentire più facilmente a tutte le amministrazioni locali di condividere e monitorare i propri risultati per ridurre le emissioni di gas serra e creare resilienza ai cambiamenti climatici.

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