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Abitare il verde a Venezia

Il progetto è nato intrecciando due parallele esigenze percepite ed espresse da un’ampia parte della cittadinanza. Da una parte c’è la necessità di provare a contrastare, dal basso e con azioni concrete, la tendenza in atto di considerare e gestire Venezia come una cartolina destinata al consumo turistico, dove tutti gli spazi e le attività della città sono in funzione dei visitatori. Dall’altra parte, si vuole sensibilizzare maggiormente la popolazione sul tema della sostenibilità ambientale e sul ruolo del verde nel contribuire alla salute, alla vivibilità urbana e alla mitigazione dei cambiamenti climatici, per spronare l’amministrazione a considerare la qualità dell’aria, la riduzione di CO2 e il verde urbano come priorità. Se nel passato il centro storico di Venezia era circondato interamente da campi verdi e pascoli, nel corso dei secoli queste aree sono state gradualmente ricoperte dalla pavimentazione dove gli alberi sono sporadici. Le zone verdi sono concentrare nell’area dei “Giardini” (ora parte della Biennale di Venezia e quindi accessibili da maggio a novembre solo a chi è in possesso del biglietto) e di “Sant’Elena”, nell’estremità orientale dell’isola, oppure nelle corti private, inaccessibili ai più e nascoste dietro a muri e cancelli. Contemporaneamente alla riduzione di verde, con l’aumento dei mezzi acquei a motore, l’inquinamento di Venezia sta raggiungendo valori molto alti, nonostante sia una città priva di automobili.

Per la cittadinanza di Venezia questo progetto è un’opportunità di arricchire la città non solo di un ulteriore spazio verde, ma anche di vedere come espandere questi spazi in altre zone attraverso azioni dal basso, in quanto il laboratorio di progettazione includerà diversi spazi e la realizzazione mostrerà come mettere in pratica alcune tecniche.

Il progetto ha tre componenti:

  1. “Verde nascosto”: concorso fotografico aperto a tutti e gratuito sui luoghi verdi di Venezia non accessibili o sconosciuti.
  2. “Campo verde”: alcuni membri delle associazioni partecipanti, insieme ad un gruppo di abitanti, progetteranno il verde di due spazi di Venezia, sperimentando diverse tipologie di vegetazione per esempio: orto urbano, giardino o orto verticale, totem verde, rampicanti, oasi, foresta in vaso, sotto la guida di storici, agronomi, etologi, architetti, paesaggisti, e giardinieri. La scelta della vegetazione e dei materiali utilizzati per creare la struttura dovranno essere pensati in riferimento alla localizzazione all'interno del campo e all’uso che gli abitanti ne fanno, alle condizioni climatiche, a garantire la manutenzione. Gli spazi verdi progettati verranno poi realizzati.
  3. “Verde Venezia”: mostra di primavera con i materiali del progetto, le foto selezionate, i progetti del laboratorio, i testimonial della realizzazione.

 

Zoneonlus, AmbienteVenezia, Circolo Culturale Peroni, Microclima, ReBiennale, Laboratorio Occupato Morion, Geografia di genere, la Cooperativa Limosa –Slowvenice e Andrea Giubilato Azienda Agricola Madre Terra – Scuola Esperienziale Itinerante di Agricoltura Biologica.
Centro Storico
Da 100.000 a 1.000.000 abitanti
Comune
Territorio e Paesaggio
15/11/18
7
7000
Fondazione punto.Sud

«Abitare il verde a Venezia» si è classificato primo alla prima edizione dell’iniziativa «100.000 euro per la sostenibilità» promossa da NOPLANETB.

«100.000 euro per la sostenibilità» è un progetto finanziato nell’ambito del programma di sensibilizzazione ed educazione allo sviluppo (DEAR) che ha lo scopo di informare i cittadini europei nei confronti dello sviluppo e delle problematiche ad esso correlate. Implementato da Fondazione punto.sud, in qualità di ente capofila, e Asociatia Servicul Apel, AMI – Fundação de Assistência Médica Internacional, Fondo Andaluz de Municipios para la Solidaridad Internacional, Finep akademie e.V., Hungarian Baptist Aid.

ilaboniburini@gmail.com
http://www.zoneassociation.org/?risen_multimedia=abitare-il-verde-a-venezia-vota-il-nostro-progetto
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