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Programma di ricerca: Caratterizzazione teorica e sperimentale dell'impatto sui corsi d'acqua ricettori degli inquinanti conservativi e non conservativi veicolati dalle acque meteoriche urbane

Ai fini della tutela dei corpi idrici e del conseguimento degli obiettivi di qualità fissati dalle direttive europee - direttiva 2000/60 - e nazionali - D.Lgs. 152/99, aggiornato col D.Lgs. 258/00 -, gli scarichi di piena effluenti dalle aree antropizzate urbane ed extraurbane durante i periodi piovosi sono causa di violento e improvviso inquinamento dei corpi idrici ricettori. Infatti in tempo di pioggia le acque meteoriche che dilavano le aree urbane contengono un'ampia varietà di composti inquinanti quali rifiuti organici, nutrienti, batteri, solidi, metalli pesanti, fertilizzanti, pesticidi, oli, detergenti, residui dovuti al traffico veicolare. Pertanto è ormai assodato che una delle cause principali dell'inquinamento dei corpi idrici ricettori sia proprio il contributo degli scarichi di tempo piovoso delle reti fognarie e che tale inquinamento sia sicuramente causa di condizioni particolarmente critiche per l'ecosistema dei corsi d'acqua. In particolare, l'evento di pioggia rimuove il materiale accumulato sulle aree urbane soprattutto inizialmente, per cui nella acque di "prima pioggia" si hanno di solito le più elevate concentrazioni d'inquinanti. Ciò rende ancor più marcata la necessità di disporre di conoscenze sperimentali e di strumenti modellistici per l'analisi dei transitori rapidi, che hanno una durata ben minore della scala temporale adottata negli usuali monitoraggi quali-quantitativi dei corpi idrici ricettori in ottemperanza alle normative e usualmente considerata nei modelli di rappresentazione dei fenomeni di trasporto e trasformazione degli inquinanti a scala di bacino.È per questo che alcune procedure estere - quali la UPM - Urban Pollution Management, 1994 - adottano standard di qualità - i cosidetti Intermittent Standards - appositamente mirati ai transitori idrobiochimici e che sono ben differenti da quelli previsti dalle norme indirizzate a valutare la qualità media dei corpi idrici. Tuttavia la definizione di standard relativi ai transitori non può derivare da un semplice recepimento delle citate esperienze estere, dal momento che deve tener conto degli specifici comparti biologici che caratterizzano i ricettori nei vari ambienti climatici del territorio italiano. La ricerca è strutturata su 5 unità operative locali per l'assoluta necessità di estendere l'attività sperimentale e modellistica su siti e ambiti di diversa natura, inerenti: - i fenomeni di formazione dell'inquinamento delle superfici urbane in relazione alla loro uso - industriale, commerciale, stradale -; - i meccanismi di trasporto in sospensione e di fondo dei sedimenti nelle rete di drenaggio; - i fenomeni di trasporto e trasformazione biochimica delle onde inquinate lungo i corsi d'acqua ricettori. Tali attività si svilupperanno in 5 siti sperimentali urbani ed extraurbani e in 1 laboratorio universitario di idraulica, in parte anche usufruendo di apparati di monitoraggio già disponibili presso le stesse Unità di Ricerca. Parallelamente verrà sviluppata un'intensa attività a carattere teorico e modellistico sia per l'interpretazione fisico-biochimica dei dati sperimentali ottenuti con questa stessa ricerca e di quelli di letteratura, sia per la simulazione di scenari utili alle pratiche applicazioni di pianificazione a scala di bacino e alla messa a punto di strategie strutturali e non strutturali di intervento a scala locale.
Università della CALABRIA, Università degli Studi di BOLOGNA, Università degli Studi di PALERMO, Università degli Studi di PAVIA
Area urbana
Ambito nazionale
Territorio e Paesaggio
01/09/04
24
MIUR
Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale
Alessandro Paoletti
http://www.diiar.polimi.it/
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