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Le città degli orti

I territori urbani dell'Emilia-Romagna sono sviluppati con un sistema molto articolato di orti, aree cortilive e spazi verdi di piccole e medie dimensioni. Storicamente la pianificazione degli spazi urbani teneva conto della necessità di autoproduzione alimentare, cultura radicata nel tessuto sociale.  Sulla base di questi presupposti, la Provincia di Ferrara ha avviato il progetto 'La città degli orti', cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna con fondi INFEA, il cui obiettivo principale è recuperare questa identità congiuntamente all'utilizzo di pratiche di gestione sostenibili del terreno in ambito urbano.  Fin dalla fase di presentazione del progetto la ricerca del partenariato è stata determinante per il raggiungimento dei risultati e per connotare la dimensione regionale che si è voluta dare all'iniziativa, coinvolgendo i territori di due città geograficamente opposte della regione.   Nel primo anno di attività - 2009 -, i percorsi formativi realizzati rivolti alla cittadinanza hanno registrato la partecipazione di 124 persone - di cui 94 a Ferrara e 30 a Piacenza -, con un'utenza alquanto diversificata in termini di posizione lavorativa - pensionati, lavoratori, disoccupati - e di professionalità - architetti, insegnanti, impiegati, agricoltori, casalinghe -. Il pubblico coinvolto è stato soprattutto femminile - 70% dei partecipanti ai corsi -.  Durante lo svolgimento dei percorsi formativi i partecipanti hanno espresso la volontà di dare seguito alle nozioni apprese coordinandosi in una gestione condivisa di un orto. Da un'indagine condotta tra i partecipanti sono emerse le difficoltà che un singolo cittadino incontra in questo: mancanza di spazio e tempo, necessità di coordinamento e bisogno di condivisione.  In corso d'opera si è quindi stabilito di dotare i cittadini di uno strumento regolamentare per l'adozione di spazi verdi pubblici del Comune di Ferrara. Nel progetto era già prevista la redazione di un protocollo di gestione sugli spazi urbani coltivabili ma si è deciso di ampliare il campo di applicazione di questo strumento normando regole comuni di gestione. Il valore aggiunto del Regolamento è da ricercarsi nella sua capacità indirizzare i soggetti verso regole di gestione stabilite a livello istituzionale e destinate a perdurare nel tempo. Infatti il Regolamento è stato approvato dal Consiglio Comunale e norma l'adozione a soggetti ed enti privati interessati - soggetti adottanti -, di aree e spazi verdi, nonché l'inserimento e la manutenzione di elementi di arredo urbano nel contesto cittadino, in linea con i presupposti e gli obiettivi del progetto.   In questo modo si soddisfano sia le finalità del progetto sia le esigenze manifestate dalla popolazione coinvolta:  - si attivano processi di partecipazione e autogestione del patrimonio comunale;  - si coinvolge la cittadinanza nella gestione attiva bene comune;  - si sensibilizzano i cittadini sulla tutela del territorio comunale;  - si incentiva la collaborazione dei cittadini al recupero di spazi verdi pubblici;  - si favoriscono l'aggregazione sociale e percorsi di cittadinanza attiva;  - si stimolano l'attenzione al degrado urbano e il senso di appartenenza.  La necessità di proseguire il progetto nel 2010 è stata quella di dare impulso alle aspettative della popolazione già coinvolta e fornire gli strumenti di conoscenza alla popolazione che si avvicina al tema della gestione di un orto cittadino.  Di importanza strategica è poi la condivisione delle esperienze analoghe e la creazione di un network a livello regionale.   A Ferrara e Piacenza si sono aggiunte Bologna e Forlì-Cesena - da 'La città degli orti' a 'Le città degli orti' -. Inoltre un'azione specifica del progetto ha previsto il coinvolgimento del mondo della scuola attraverso un concorso per l'elaborazione di un'immagine coordinata del progetto - logo "Le città degli orti" -.  In totale 155 gli elaborati realizzati dagli studenti dell'IPSSCT "L.Einaudi" e dell'Istituto d'Arte "Dosso Dossi" di Ferrara, dell'Istituto Salesiano Beata Vergine San Luca di Bologna e del Liceo Artistico Statale "B.Cassinari" di Piacenza. In questo modo, oltre al risultato tangibile di un prodotto comunicativo, parallelamente si è operato per la sensibilizzazione di un pubblico più ampio verso i principi ambientali e sociali della gestione di un orto - prodotto biologico, filiera corta, condivisione, ecc. -.  La scuola inoltre è stata coinvolta attraverso un corso di formazione rivolto agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Ferrara.  Considerato l'elevato numero di richieste ricevute in fase di preadesione - 105 domande -, i partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi: in totale 85 gli insegnanti partecipanti provenienti anche dalle province di Modena e Ravenna.  Il coinvolgimento della scuola è finalizzato a promuovere iniziative di educazione all'alimentazione, di rispetto dell'ambiente e tutela del territorio e a diffondere il modello di gestione degli orti dando impulso alla rete degli orti scolastici.

La documentazione completa è scaricabile dalla pagina web dedicata al progetto
CEA Infoambiente del Comune di Piacenza, Centro IDEA del Comune di Ferrara, Fondazione Villa Ghigi, GEA Centro di Educazione Ambientale di Fiorenzuola d'Arda, GRTA-Gruppo di Ricerca sulle Tecnologie Appropriate di Cesena, Museo delle Valli di Argenta del Comune di Argenta, Parco del Delta del Po Emilia-Romagna, Associazione Casa del cibo di Roma, BioPiace-Consorzio Produttori Biologici Piacentini, Fondazione per l'Agricoltura "F.lli Navarra" di Ferrara, GAS Città Nova di Ferrara, GAS Parchino Schiaccianoci di Ferrara, Provincia di Piacenza, Servizio Produzione e sviluppo agricolo della Provincia di Ferrara
Area urbana
Regione
Agricoltura, Territorio e Paesaggio, Strategie partecipate e integrate
01/01/09
18
€ 51.000
Regione Emilia Romagna
Il progetto è stato cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il Bando INFEA 2009 rivolto ai Centri di Educazione Ambientale
Stefania Sacco
http://www.provincia.fe.it/sito?nav=628&doc=91FB0A3844E8C753C12576BF0039888A
914_262.pdf — 83 KB
914_263.pdf — 84 KB
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