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PIANO PROVINCIALE RIFIUTI

L’adozione della carta di Aalborg da parte del Consiglio Provinciale di Cremona, avvenuta nel 2000 con delibera dello stesso Consiglio e l’avvio di processi di Agenda 21 Locale, ha indicato una serie di criteri e linee di azione finalizzati alla definizione e l’implementazione del Piano rifiuti improntato alla sostenibilità. Una delle variabili determinanti che sono intervenute successivamente all’adozione del Piano RSU 1993 della Provincia di Cremona, riguarda la diffusione del concetto di sviluppo sostenibile e delle Agende 21 Locali come modelli di azione per la sostenibilità. L’Assessorato Ambiente ha previsto che la Revisione del Piano Provinciale Rifiuti si caratterizzi per un’approfondita e sistematica attività di consultazione pubblica in tutte le fasi del percorso.Per tale ragione, fin dalle prime fasi, ha coinvolto i portatori di interesse locale e ha dato la massima visibilità al percorso decisionale. Attività preliminare alla pianificazione è l’identificazione dei criteri che orienteranno sia le preferenze in termini di tecnologie e modello gestionale, sia il processo decisionale. Determinare i criteri significa, in qualche modo, delineare le “regole del gioco” a cui gli attori del sistema locale faranno riferimento nel corso dell’iter di revisione del Piano. Condizione necessaria perché le regole siano riconosciute “valide e vincolanti” è che anche i criteri siano condivisi e identificati in modo partecipato. I criteri di pianificazione sono stati elaborati dall’Assessorato Ambiente della Provincia di Cremona e raccolti nel documento “Indirizzi per la Revisione del Piano Provinciale Rifiuti Urbani e Assimilati” in forma di bozza. Per l’identificazione dei criteri, l’Assessorato Ambiente, avendo come riferimento lo stato di attuazione del Piano del 1993, ha tenuto conto essenzialmente: Þdell’evoluzione dello scenario normativo nel settore dei rifiuti; Þ della evoluzione delle conoscenze tecnologiche e dell’affinamento dei modelli operativi in ambito sovralocale; Þ del consolidarsi del principio di sviluppo sostenibile; Þ dell’accresciuto livello di competenza degli attori locali circa il sistema di gestione dei rifiuti. Il set di criteri proposti dall’Assessorato deriva quindi dall’integrazione di principi selezionati attraverso l’analisi: Þ della normativa in vigore o quella in preparazione in sede comunitaria, nazionale o regionale; Þ delle tecnologie innovative e dei modelli gestionali efficienti ed efficaci;; Þ delle indicazioni circa la sostenibilità delle politiche locali di gestione dei rifiuti.
L’iter di pianificazione è stato avviato nell’aprile 2000, con la definizione degli indirizzi per l’attività di pianificazione, per concludersi a settembre 2001 con l’approvazione della Revisione del Piano provinciale.
Consorzi, Aziende, Associazioni di Categoria, Associazioni Ambientaliste
Territorio provinciale
Da 10.000 a 100.000 abitanti
0
Rifiuti, Strategie partecipate e integrate
01/04/00
0
€ 0
0
None
Mara Pesaro
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