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SOREME - Sorbenti a basso costo per ridurre le emissioni di mercurio

Ogni anno più di 2.000 tonnellate di mercurio vengono disperse nell’ambiente a livello globale attraverso i gas di scarico, 342 di queste provenienti dall’Europa.

I batteri nel terreno e nei sedimenti convertono il mercurio rilasciato nell’ambiente in metilmercurio. In questa forma il mercurio viene assorbito da micro-organismi acquatici animali e vegetali. I pesci che si nutrono di questi micro-organismi accumulano metilmercurio la cui concentrazione sale esponenzialmente salendo nella catena trofica. Questo processo viene chiamato “bioaccumulazione”. Il metilmercurio (MeHg) è una neurotossina mortale che, anche in concentrazioni ridotte, può causare serie difficoltà di apprendimento nei giovani e compromettere le capacità linguistiche, di processare informazioni e la coordinazione visivo-motoria. Ricerche recenti hanno messo in relazione l’accumulo di MeHg nell’organismo a danni ai sistemi cardiovascolare e immunitario e all’apparato riproduttivo.

In circa il 5% della popolazione nel centro e nord Europa si riscontrano livelli di esposizione al metilmercurio al di sopra di quelli di sicurezza riconosciuti a livello internazionale.

 

La Comunità Europea continua a spingere affinché vengano trovate soluzioni al problema e affinché vengano imposte regolazioni stringenti in linea con la Strategia Comunitaria Riguardante il Mercurio del 2005 (Community Strategy Concerning Mercury), la Direttiva sull’Incenerimento del 2000 (Incineration Directive) e la Direttiva sull’Aria Ambientale del 2004 (Ambient Air Directive) che stabilisce che gli impianti come le centrali energetiche prima regolamentate a livello nazionale ora lo siano a livello Europeo.

 

Conseguire la riduzione delle emissioni è complicato. La sfida centrale è costituita dal fatto che il mercurio elementare essendo insolubile in acqua non può essere catturato efficacemente con depuratori umidi, ma debba essere filtrato utilizzando sorbenti solidi. Il carbone attivo impregnato di solfuro (S-AC) è il miglior sorbente disponibile ad oggi su mercato. D’altro canto gli S-AC presentano costi elevati che spingono il più delle organizzazioni a servirsi di meno efficaci ma più economici filtri ai carboni attivi non impregnati.

 

Questo progetto renderà il filtraggio S-AC abbordabile ai più, dimostrando l’uso del nuovo sorbente S-AC, realizzato attraverso un singolo passaggio di attivazione a microonde di pneumatici dismessi.

Il sorbente proposto nel progetto produrrà i seguenti vantaggi ambientali:

- La materia grezza ha un “costo negativo” dal momento che per ogni pneumatico impiegato verrà pagato il prezzo di smaltimento di 1 euro, il che costituisce un chiaro vantaggio rispetto a fonti di materiali differenti per la produzione di carbone attivo.

- I sorbenti innovativi proposti nel progetto sono ottenuti attraverso un processo che consente a sua volta la produzione di energia elettrica dal momento che un carburante simile al diesel e un combustibile a gas sono co-prodotti di un passaggio del processo di attivazione.

- Disponibilità di un prodotto S-AC di alta qualità. Il carbone attivo impregnato di solfuro usato nel progetto assorbe più mercurio che un S-AC prodotto in un processo in più fasi, non risentendo del problema dovuto ai pori ostruiti durante il processo di impregnamento.

- Maggior percentuale di Hg catturato rispetto ai sorbenti AC non impregnati. Non solo questo ne migliora il rendimento ma comporta anche che si debba avere a che fare con una quantità più piccola di prodotto. Dopo l’uso il carbone attivo può essere riattivato, smaltito o, se mischiato con le ceneri, venduto come prodotto per l’edilizia. Un volume più piccolo di AC comporta una minore riattivazione, costi di smaltimento e assicura che le ceneri siano compatibili come aggregante, eliminando la necessità di venire smaltito. L’impianto di pirolisi in SOREME produrrà i sorbenti S-AC in grandi quantità e in maniera innovativa ad un costo contenuto grazie ad un unico passaggio di attivazione. L’implementazione di un processo a singolo stadio invece di un’operazione in più fasi per attuare la carbonizzazione, attivazione e impregnazione, elimina la necessità di scaldare più volte il materiale. Combinando l’impregnazione con la pirolisi si migliora anche la qualità del carbone attivo dal momento che i pori si formano in maniera continuativa durante il processo. Un riscaldamento più efficiente e periodi di residenza più brevi sono ulteriori vantaggi derivanti dall’uso delle microonde, che riscaldano il materiale sottoposto al processo dall’interno, ottenendo il raggiungimento della temperatura desiderata più velocemente e in maniera più uniforme rispetto ai metodi convenzionali.

Fonte: LIFE projects database e sito web del progetto

ENEA, Confindustria Emilia-Romagna, DESOTEC N.V.-S.A. (Belgio), EPLER & LORENZ (Estonia)
Area industriale
Ambito nazionale
Industria, Rifiuti
01/01/13
36
1.551.040
UE
LIFE

Cofinanziamento programma LIFE+: 730.694 euro

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