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Conservazione in situ ed ex situ di Abies nebrodensis - Lojac - Mattei - Life Natura 2000

Sono rimasti in trenta. Eleganti, imponenti, dominano un vallone solitario che si arrampica fin quasi a 1900 metri di quota. Tra le star della natura siciliana, endemismo tra i più preziosi e minacciati dell'isola, gli abeti dei Nebrodi sono l'oggetto di un importante progetto di conservazione messo in campo dal parco naturale delle Madonie. Si tratta della specie endemica più rappresentativa della grande area protetta, già presente in Sicilia novemila anni fa e oggi fortissimamente minacciata di estinzione. La sua popolazione naturale, infatti, è costituita ormai solo da una trentina di esemplari all'interno di una piccola area compresa tra monte Scalone, monte Cavallo, monte dei Pini e il vallone della Madonna degli Angeli, a pochi chilometri da Polizzi Generosa. Dal portamento della chioma a campana, dai particolari strobili e dall'assetto dei rametti disposti a croce - da cui il nome dialettale di arvulu cruci cruci - l'abete dei Nebrodi è una conifera che raggiunge i venti metri d'altezza e che cresce oggi esclusivamente in quest'area. Si tratta di una specie distinta dal comune abete bianco Abies alba dagli aghi non pettinati, decisamente più corti ed appuntiti e dai coni - strobili - più corti di circa un quarto. Questi superstiti si trovano a una quota compresa tra i 1400 ed i 1700 metri, con condizioni ecologiche caratterizzate da forte ventosità ed elevate escursioni termiche, piovosità oscillante tra i 1000 ed i 1600 mm e forte siccità estiva. Tutti gli esemplari sono di età più o meno giovane e non si è mai conosciuta la pianta madre che li ha originati, anche se probabilmente si trattava di esemplari abbattuti o morti oltre cinquant'anni fa. Tra i fattori più condizionanti il recupero del piccolo nucleo c'è l'assai ridotta fertilità del suolo. Tra i rischi più immediati, invece, gli incendi e il possibile inquinamento genetico conseguente all'ibridazione con l'abete comune. Per incrementarne il livello di attenzione ai fini della tutela e della conservazione, Abies nebrodensis è stato inserito tra le specie vegetali d'interesse comunitario nell'ambito della direttiva Habitat, con il carattere di specie prioritaria. Il parco delle Madonie - che comprende al suo interno ben sette tra Sic e Zps - ha così proposto a Bruxelles un piano per la conservazione di questo fossile vivente, testimonianza di climi passati più freddi. Il progetto, approvato e finanziato da parte della Commissione europea nel luglio 2001, attraverso una serie di interventi riguardanti l'ecologia e la biologia degli esemplari superstiti persegue gli obiettivi del mantenimento dell'integrità genetica della specie, della conservazione e della gestione in situ della popolazione e del suo incremento complessivo, anche mediante appositi interventi ex situ. Risultato finale atteso è quello di mettere a punto soluzioni tecniche possibili, tradizionali ed innovative, per garantire la conservazione del patrimonio genetico della specie e contribuire in maniera significativa alla conservazione della biodiversità nel territorio dell'area protetta. In concreto, tra l'altro, sono in via di realizzazione la riproduzione di nuove piantine di abete dei Nebrodi da seme in un vivaio, la graduale eliminazione degli abeti "esotici" nell'area, la realizzazione di una banca dati e di un centro informazioni. Per ulteriori informazioni: http://www.parcodellemadonie.it/
Dipartimento di Scienze Botaniche dell'Università degli Studi di Palermo, l'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, il Comune di Polizzi Generosa, il Jardí Botànic de València - Spagna -, il Botanical Institute del Dipartimento di Biologia dell'Università di Patrasso - Grecia -, l'Istituto di Botanica dell'Accademia bulgara delle Scienze
Area protetta
Parco Regionale
Territorio e Paesaggio
01/09/01
48
€ 1.161.535
UE
LIFE
Finanziamento programma LIFE NATURA: 871.151,00 euro
Massimo Belli Dell'Isca
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Convenzione di Aarhus per l'accesso all'informazione ambientale

La Task Force on Access to Information dell'UNECE ha inserito GELSO tra i case studies on Electronic Information Tools per l'attuazione dell'art.5 della Convenzione di Aarhus.

Contest "Making Global Goals Local Practice"

Il Contest per la raccolta di buone pratiche di attuazione a livello locale degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per l’ambiente si è concluso con la votazione dei progetti vincitori durante la Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile (European Sustainable Development Week - ESDW).

Banche dati sulle buone pratiche

Selezione delle principali banche dati europee e italiane dedicate allo scambio di informazioni su progetti e buone pratiche.