Il Castello di Ottaviano

Palazzo Mediceo di Ottaviano, da simbolo di illegalità degli anni 80 , a sede del Parco Nazionale del Vesuvio, per la cultura, la protezione e la valorizzazione del territorio. Il perché di una scelta Nella prossima primavera l'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, avrà la sua sede ad Ottaviano, nell'antica residenza della famiglia dei Medici, che dall'1567 scelse questa dimora per il suo soggiorno alle falde del Vesuvio. Una rocca chiamata da tutti " Palazzo del Principe" la cui costruzione risale ad epoca Medievale. Varie sono state le vicissitudini che hanno avuto come protagonista questo antico"maniero" che ha ospitato tra l'altro illustri personaggi, da papa Gregorio VII a Fabrizio Maramaldo - dal 1532 al 1551 -, don Cesare Gonzaga ed il figlio don Ferrante, prìncipi di Molfetta - dal 1551 al 1567 -. Il 15 Maggio 1567 il maniero e tutto il feudo fu acquistato per 50.000 ducati dal nobile fiorentino don Bernadetto de Medici, nipote di Cosimo il Vecchio. Con l'insediamento di questo feudatario, il castello venne restaurato ed ammodernato.Il 29 Agosto del 1609, la Signoria divenne Principato per decreto del re di Spagna, alla cui corona apparteneva il reame delle due Sicilie. La famiglia medicea perdurò nel possesso della terra di Ottajano fino all'unificazione del Regno d'Italia - 1861 -, ma continuò ad abitare ed essere proprietaria del castello anche in seguito. Il 18 febbraio 1980, anni in cui la malavita organizzata, impunemente, faceva centinaia di vittime nel Napoletano, il castello fu venduto ad una Società immobiliare, che poi risultò essere della camorra.Nel 1991 il castello venne confiscato dallo Stato ed assegnato al Comune di Ottaviano, che nel corso degli anni, con finanziamenti pubblici e sotto la direzione della Soprintendenza di Napoli ha provveduto ad una parziale ristrutturazione. Perché la sede di un Parco Nazionale Il parco Nazionale del Vesuvio, oltre a svolgere la nobile missione di protezione e di tutela della biodiversità, di valorizzazione del territorio e delle sue attività economiche e artigianali, rappresenta la più esaltante sfida che lo Stato, e per esso il Ministero dell'Ambiente ha lanciato su questa parte del territorio Nazionale: difendere e proteggere il vulcano più famoso del mondo e la sua storia millenaria, per far si che esso da rischio diventi risorsa. Un Quindi, il Parco Nazionale è da ritenersi il punto di partenza per una nuova cultura del territorio e per nuove opportunità di lavoro.Grazie al nuovo impulso ed alla grande spinta dell'attuale direzione politica dell'Ente Parco, tutto questo è stato possibile. Il 19 giugno 2003 presso il Palazzo del Governo di Napoli, il Presidente Parco Amilcare Troiano ed il Commissario straordinario del Comune di Ottaviano, Pasquale Manzo, sanciscono la concessione in comodato d'uso gratuito per 99 anni del piano terra e dei giardini storici del Palazzo Mediceo a favore dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Dopo un iter lungo anni, spesso pieno di ostacoli, ecco che la casa-castello di Raffaele Cutolo, l'ex capo storico della Nuova Camorra Organizzata, che nell'immaginario collettivo era il simbolo del malaffare e della prepotenza, sede dove il padrino riuniva i vertici e decideva gli affari della cosca, diventa il luogo della legalità e della valorizzazione dell'ambiente.Lo storico risultato lo si deve anche alla caparbietà e la volontà del Prefetto di Napoli, Renato Profili, che appena insediatosi, una volta analizzata l'intera questione ha voluto presso i suoi Uffici la firma del comodato d'uso a favore dell'Ente Parco. Grazie ad un contributo straordinario del Ministro Matteoli è in corso il completamento dei lavori necessari per ospitare la sede del Parco, un centro visita, un ecomuseo, oltre al recupero dei giardini storici e delle altre aree verdi circostanti. Tutto ciò cosentirà al Parco Nazionale del Vesuvio di offrire ai tanti giovani del territorio un'unica ed irripetibile opportunità di crescita culturale e sociale.
Area protetta
Da 100.000 a 1.000.000 abitanti
Parco Nazionale
Edilizia e Urbanistica
24/04/04
24
€ 1.193.000
Legge 388/2000
Carlo Bifulco
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Buone pratiche di economia circolare

La Piattaforma ICESP (Italian Circular Economy Stakeholder Platform) raccoglie una selezione delle buone pratiche di economia circolare inviate dagli stakeholder italiani impegnati sul tema, tra cui l'ISPRA.

Convenzione di Aarhus per l'accesso all'informazione ambientale

La Task Force on Access to Information dell'UNECE ha inserito GELSO tra i case studies on Electronic Information Tools per l'attuazione dell'art.5 della Convenzione di Aarhus.

Contest "Making Global Goals Local Practice"

Il Contest per la raccolta di buone pratiche di attuazione a livello locale degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per l’ambiente si è concluso con la votazione dei progetti vincitori durante la Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile (European Sustainable Development Week - ESDW).

Banche dati sulle buone pratiche

Selezione delle principali banche dati europee e italiane dedicate allo scambio di informazioni su progetti e buone pratiche.