Tu sei qui: Home / Entra nella Banca Dati / Ente di gestione area protetta / Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga / Conservazione della Rupicapra pyrenaica ornata negli Appennini centrali

Conservazione della Rupicapra pyrenaica ornata negli Appennini centrali

Il camoscio abruzzese Rupicapra pyrenaica ornata è una sottospecie localizzata negli Appennini centrali. Ridotti negli anni venti del '900 fino a circa 40 individui nei confini del Parco Nazionale di Abruzzo Lazio e Molise, sono stati reintrodotti nei Parchi Nazionali della Majella e del Gran Sasso e dei Monti della Laga negli anno '90. La popolazione del Parco Nazionale d'Abruzzo è stimata attualmente in circa 500 esemplari, quella del Gran Sasso circa 95 e quella della Majella circa 90. Le minacce maggiori per la subspecie sono la scarsa consistenza della popolazione e la bassa diversità genetica, poichè gli esemplari attuali discendono tutti dai 40 superstiti. A questa si aggiungono le minacce date dalla competizione con il bestiame domestico per i pascoli, le malattie trasmesse da questo bestiame, l'impatto del turismo ed il rischio di bracconaggio e dei cani randagi. Le azioni previste dal progetto costituiscono la continuazione del precedente progetto Life Natura gestito dal Parco Nazionale che ha portato alla liberazione in natura di un gruppo di camosci, al loro monitoraggio e alla costituzione di condizioni favorevoli alla sopravvivenza a lungo termine della specie. Lo scopo del nuovo progetto è quello di continuare la conservazione e lo sviluppo della popolazione reintrodotta nelle montagne del Gran Sasso e della Maiella e di preparare la reintroduzione dei camosci nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Saranno sviluppati dei piani di adeguatezza ambientale e un piano per la gestione delle emergenze sanitarie. Un programma di riproduzione in cattività farà nascere nuovi individui che si aggiungeranno a quelli reintrodotti nelle aree del Gran Sasso e della Maiella e formeranno un primo gruppo che sarà tenuto in cattività nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Sarà prestata particolare attenzione ad una selezione genetica per migliorare il patrimonio cromosomico nel gruppo dei camosci. Saranno inoltre intraprese attività per mitigare la competizione con il bestiame domestico e l'impatto negativo del turismo. Il progetto prevede una campagna di sensibilizzazione rivolta alle popolazioni locali e ai proprietari di bestiame.
Parco Nazionale dei Sibillini, Parco Nazionale della Majella, Legambiente
Area protetta
Da 100.000 a 1.000.000 abitanti
Parco Nazionale
Territorio e Paesaggio
01/04/02
36
€ 1.203.750
UE
LIFE
Cofinanziamento programma Life Natura: 601.875 euro
No file
No file
No file
No file
GELSO nel Rapporto sulla Qualità dell'ambiente urbano

GELSO è anche una delle componenti del progetto Qualità ambientale nelle aree metropolitane italiane che ISPRA  ha avviato per la realizzazione del Rapporto annuale sulla Qualità dell’ambiente urbano.

Banche dati sulle buone pratiche

Selezione delle principali banche dati europee e italiane dedicate allo scambio di informazioni su progetti e buone pratiche.