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Promozione del paesaggio. Il paesaggio nella disciplina urbanistica comunale - Comune di Ravenna -

Il territorio ravennate - di complessivi 65.642 ettari - è caratterizzato dalla presenza di una straordinaria varietà di paesaggi e habitat naturali derivati dalla interazione fra i processi evolutivi naturali del territorio e le attività antropiche, che hanno portato alla costituzione di un ambiente peculiare, dove assieme a inconsueti ecosistemi si rinvengono le testimonianze di un'importante presenza storico - culturale.  Gli elementi più importanti dal punto di vista ecologico sono costituiti da lagune salmastre e ambienti di transizione, zone umide d'acqua dolce, boschi misti termofili, mesofili e xerofili planiziali come le pinete costiere e le pinete storiche, ed i residui cordoni dunosi costieri - 6 km complessivi di costa naturale -. Complessivamente il 30% del territorio comunale - circa 19.000 ettari - è protetto da legge regionale - Parco del Delta - o decreti nazionali - Riserve Naturali dello Stato -.    Il progetto "Promozione del paesaggio ravennate" rappresenta una buona pratica di regolamentazione pubblica che considera il paesaggio come vero e proprio linguaggio del territorio. Sia le scelte progettuali che il contenuto normativo del piano ambiscono infatti a favorire un uso controllato delle risorse naturali locali.  Il progetto focalizza, in generale, una grande attenzione all'integrazione del paesaggio nei contenuti progettuali strategici che emergono come linee guida chiare e riconoscibili.  Il PRG 2003 - PSC/POC/RUE - del Comune di Ravenna, assume a fondamento delle proprie scelte progettuali i seguenti principi: lo sviluppo e la sostenibilità, la qualità del territorio, la qualità urbana, la trasparenza, la partecipazione, l'equità, la collaborazione interistituzionale e l'operatività del piano. Il PRG 2003 mira in particolare a rispondere all'esigenza fondamentale di preservare e valorizzare la risorsa "territorio" - quale realtà complessa ed integrata - come base per qualsiasi altro genere di evoluzione e sviluppo di tipo economico, sociale e culturale.  Le scelte progettuali ed il contenuto normativo del piano, da una parte favoriscono l'uso controllato delle risorse naturali, dall'altra sostengono un ruolo pedagogico-culturale nei confronti degli abitanti, nel senso di indirizzarli all'uso consapevole delle risorse come esito di una corretta lettura e valutazione dell'alta qualità insita nel territorio ravennate. A questo è finalizzata la disciplina per l'inserimento paesaggistico degli interventi, costituita da elaborati - norme-guide-repertori  progettuali - che hanno lo scopo di diffondere e orientare tecnici e cittadini alla "cultura" del paesaggio.    Il primo passo nell'elaborazione del Piano è stato assumere una definizione del paesaggio che, in sintonia con quella stabilita nell'ambito della Convenzione europea del paesaggio, descrive il paesaggio come l'insieme dei segni naturali ed antropici, identificabili in sé e nelle loro relazioni, come risorse fisico-naturalistiche, storiche, sociali e simboliche, attraverso i quali il territorio si racconta, racconta i suoi caratteri, la sua storia, il suo rapporto con gli uomini; con ciò comunicando a chi sa e vuole leggere tali segni, il suo stato di salute, i suoi pregi ed i suoi difetti. In sintesi: il paesaggio come linguaggio del territorio.  L'apparato di strumenti utilizzati e messi a disposizione in progress dal PRG corrisponde all'esigenza del Piano di essere rispondente ai vari livelli ai quali è necessario porre l'attenzione al paesaggio: dallo sfondo strategico delle scelte urbanistiche alla scala territoriale e locale, oggetto dell'azione di controllo. Nei vari strumenti in cui si articola il PRG ciò si è concretizzato con:  PIANO STRUTTURALE COMUNALE - scala vasta. Dal punto di vista conoscitivo/interpretativo e propositivo il PSC ha individuato i contesti paesistici d'area vasta e le componenti significative del territorio quali elementi di caratterizzazione e qualificazione della realtà ravennate, predisponendo specifici elaborati gestionali - Repertorio dei contesti paesistici, Carta per la qualità del territorio e Carta per la qualità del Capoluogo -. Il PSC, definiti gli obiettivi di area vasta per il paesaggio e avendo integrato l'attenzione al paesaggio nei propri contenuti progettuali strategici, affida al RUE il compito di fornire riferimenti adeguati per la definizione progettuale delle trasformazioni di rilevanza locale e degli interventi diffusi, e di articolare i contesti paesistici di area vasta in contesti paesistici locali.  REGOLAMENTO URBANISTICO EDILIZIO - scala locale. L'intenzione, culturale e tecnica al contempo, di raggiungere nel tempo risultati concreti in termini di qualificazione del paesaggio come esito delle trasformazioni ordinarie e diffuse che si producono nel territorio, ha richiesto una duplice impostazione della disciplina di "attenzione al paesaggio" del RUE: da una parte mediante una diffusa considerazione degli aspetti paesaggistici del territorio espressa nelle Norme Tecniche di Attuazione - NTA -, dall'altra attraverso la redazione di specifico strumento, la Guida all'inserimento paesaggistico degli interventi.  A partire da tale elaborato, che agevola il compito dei progettisti e guida e orienta i contenuti della loro attività di progettazione, la disciplina paesaggistica di RUE deve essere applicata a tutte le trasformazioni e gli interventi ammessi e previsti che sono capaci di incidere sul paesaggio. Tale applicazione della disciplina paesaggistica dunque consiste nell'assumere una modalità di definizione del progetto che prevede la elaborazione di una documentazione paesaggistica specifica da produrre nell'iter di asseverazione dei progetti di diversa natura ed entità.  

Progetto selezionato per la Categoria A - Piani e Programmi - nell'ambito della III Edizione del Premio del Paesaggio
Territorio provinciale
Da 100.000 a 1.000.000 abitanti
Comune
Edilizia e Urbanistica, Territorio e Paesaggio
0
Fondi propri
Francesca Proni
984_292.pdf — 2086 KB
984_302.doc — 3263 KB
No file
No file
Convenzione di Aarhus per l'accesso all'informazione ambientale

La Task Force on Access to Information dell'UNECE ha inserito GELSO tra i case studies on Electronic Information Tools per l'attuazione dell'art.5 della Convenzione di Aarhus.

Contest "Making Global Goals Local Practice"

Il Contest per la raccolta di buone pratiche di attuazione a livello locale degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per l’ambiente si è concluso con la votazione dei progetti vincitori durante la Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile (European Sustainable Development Week - ESDW).

Banche dati sulle buone pratiche

Selezione delle principali banche dati europee e italiane dedicate allo scambio di informazioni su progetti e buone pratiche.