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Recupero delle ceneri residuali dalla combustione dei rifiuti

Dal processo di combustione dei rifiuti urbani residua una quota di materiale inerte non combustibile pari a circa il 20-25 % del totale - le cosiddette ceneri pesanti da combustione -. Tale materiale, avendo subito un trattamento termico a temperatura di oltre 1000 °C, risulta sostanzialmente privo delle sostanze pericolose eventualmente contenute nei rifiuti di origine e presenta caratteristiche fisiche che lo rendono idoneo per impieghi nell'ambito delle costruzioni edili. In assenza di specifiche esperienze, a livello nazionale, per il recupero di detti residui, il Termoutilizzatore di Brescia, nei suoi primi anni di funzionamento a partire dal 1998, inviava i residui di combustione, previa separazione dei metalli ferrosi avviati al recupero in fonderia, in una discarica, dove venivano utilizzati per la copertura giornaliera dei rifiuti. A partire dal 2004, oltre alla già consolidata separazione e recupero dei materiali ferrosi, sono state avviate alcune iniziative sperimentali per un ulteriore recupero anche dei metalli non ferrosi - es. alluminio e rame -, oltre al recupero della frazione inerte utilizzata nel settore delle costruzioni. Negli anni successivi, l'attività di recupero delle ceneri da combustione di rifiuti si è progressivamente estesa fino a raggiungere, nel 2006, il quantitativo di 86.000 tonnellate, pari al 64% del residuo totale annuo. Le ceneri vengono sottoposte, in impianti dedicati, ad uno specifico trattamento di separazione, che consente prima di separare tutte le diverse tipologie di metalli - che complessivamente rappresentano l' 8-10 % del totale - e quindi le diverse frazioni granulometriche dell'inerte. Questo, a seconda della granulometria e delle caratteristiche chimico fisiche, viene conferito ai cementifici, che lo impiegano come materia prima per la preparazione del cemento, oppure ad impianti per il confezionamento del calcestruzzo.
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Aprica Spa - ex ASM -
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