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Assisi: il restauro paesaggistico del sacro Bosco di San Francesco a ridosso della città storica

Il progetto si sviluppa nel comune di Assisi,  nell'area  situata sul fianco occidentale del Monte Subasio. Gli interventi previsti prevedono principalmente un restauro paesaggistico dell'area attraverso: la sistemazione del Bosco di S. Francesco.  Il progetto "Assisi: il sacro Bosco di San Francesco a ridosso della città storica" si configura come uno utile strumento atto a restituire ad una città come Assisi, frequentata ogni anno da milioni di pellegrini, un parco naturale che favorisca il contatto diretto della popolazione urbana con la natura, realizzando un nuovo e diverso accesso al nucleo storico a piedi - salendo dal fiume Tescio - e che faccia conoscere, attraverso la sua fruizione, una differente visuale e panoramica della città storica. L'intento è di comunicare il valore culturale, ecologico, ambientale e sociale del paesaggio e promuovere un turismo sostenibile che sia in grado di preservarlo dal degrado, favorendone una fruizione responsabile.  Assisi domina la "valle umbra" conservando un paesaggio di particolare pregio, le cui componenti naturalistiche insieme alla complessa stratificazione della storia e degli insediamenti antropici conferiscono una fisionomia ed un carattere identitario ancora forte rispetto ai processi di trasformazione in atto lungo le grandi arterie infrastrutturali della valle.  Tutto il territorio del comune di Assisi è oggi sito UNESCO proprio per l'alto valore storico-culturale e naturalistico e per essere attraversata dal Sentiero Francescano Assisi-Gubbio e dalla via Francigena di San Francesco.  Il territorio, oggetto dell'intervento, è localizzato ad est della Basilica del Santo e comprende un'area di 60 ha ca. che dal versante nord del Sacro Convento scende fino alla valle del fiume Tescio per poi risalire il versante opposto e raggiungerne il crinale. Di lì si gode un'inconsueta vista sulla città di Assisi; opposta - e non solo topograficamente - a quella che la città offre ai milioni di pellegrini che ogni anno la raggiungono da Perugia.  Il cosiddetto "Bosco" di San Francesco, "lambisce" posteriormente il centro storico di Assisi con uno degli accessi dalla famosa Basilica del Santo. L'area è costituita per la maggior parte da bosco ceduo,ma vi sono anche aree destinate ad uliveto, ubicate sia a fondovalle e sia in collina. La rinaturalizzazione spontanea del territorio ha favorito il degrado delle strutture e dei sentieri - oggi in alcuni tratti impraticabili o pericolosi - e l'uso improprio dello stesso che in qualche punto presenta numerosi rifiuti ingombranti nascosti dalla vegetazione.  La funzione agricola è oggi marginale, mentre le radure sono soggette a pascolo stagionale.  L'area, che San Francesco chiamava il suo "chiostro", luogo di passeggiate e meditazione, oltre agli elementi architettonici più evidenti, è disseminata di reperti che raccontano di un territorio storicamente abitato che col tempo ha ceduto alla pressione del bosco.  La ricchezza ecosistemica dell'area ha richiesto approfonditi studi, che hanno portato all'individuazione di interventi specifici per le diverse peculiarità dell'area in esame.  

Gli interventi prevedono principalmente un restauro paesaggistico dell'area attraverso:  

1 - sistemazione del Bosco di S. Francesco - finalizzata a favorire la maturità delle biocenosi forestali -; 

2 - gestione delle radure - essenziali per la sopravvivenza di alcuni rapaci che vi abitano -; del pascolo, delle siepi e della vegetazione ripariale;  

3 - sistemazione delle pozze lungo il Tescio e del posizionamento di nidi artificiali per uccelli e chirotteri;  

4 - recupero della funzione agricola riportando a frutto gli uliveti oggi abbandonati;  

5 - reintroduzione delle antiche coltivazioni che in passato hanno contraddistinto la zona in prossimità della chiesa di Santa Croce;  

6 - restauro conservativo della Chiesa di Santa Croce e del vecchio mulino;  

7 - recupero e valorizzazione dei reperti disseminati lungo i percorsi, che raccontano di un territorio storicamente antropizzato.  

È stata progettata inoltre, una segnaletica che avrà la funzione di evidenziare e valorizzare, per mezzo di una grafica semplice ed efficace e con notizie sintetiche, gli elementi sia antropici che naturalistici di maggior pregio, favorendo inoltre l'orientamento dei fruitori.  Ogni intervento previsto è volto a restituire dignità tanto alla presenza antropica, che storicamente ha contraddistinto l'area e che col tempo è andata gradualmente scomparendo, quanto agli aspetti naturalistici che hanno visto una riduzione della biodiversità proprio per effetto dell'abbandono dell'uomo cui è seguita una minore manutenzione degli spazi aperti e del bosco.  Il progetto in sé, ha un forte valore storico-identitario e fondamentale è anche il ruolo che assume nella sensibilizzazione e nella comunicazione del valore culturale, ecologico, ambientale e sociale del paesaggio e nella promozione di un turismo sostenibile che sia in grado di preservarlo dal degrado, favorendone una fruizione responsabile. Va riconosciuto al progetto il merito di aver valorizzato una parte poco conosciuta della città di Assisi consentendo un nuovo accesso alla città. Il restauro è stato quindi occasione di una riscoperta dei valori culturali e storici ma anche la riscoperta di un luogo che prima del progetto promosso dal FAI era solo un luogo abbandonato.

Progetto selezionato per la Categoria E - progetti e concorsi di idee - nell'ambito della III Edizione del Premio del Paesaggio
Area boschiva
Da 10.000 a 100.000 abitanti
Comune
Turismo, Territorio e Paesaggio
120
€ 2.500.000
Fondi propri
Enti pubblici; donazioni private, aziende, fondazioni bancarie e di impresa
ANGELO MARAMAI
1009_322.pdf — 13587 KB
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Convenzione di Aarhus per l'accesso all'informazione ambientale

La Task Force on Access to Information dell'UNECE ha inserito GELSO tra i case studies on Electronic Information Tools per l'attuazione dell'art.5 della Convenzione di Aarhus.

Contest "Making Global Goals Local Practice"

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